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Diritto di critica | October 20, 2019

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Anche l'Albania volta pagina, finisce l'epoca di Berisha

Anche l’Albania volta pagina, finisce l’epoca di Berisha

Sali BerishaWeekend di elezioni. Non solo in Sicilia. A qualche centinaio di chilometri più ad est un voto cambia il volto dell’Albania. Il premier Sali Berisha , dopo otto anni al governo e altrettanti ai vertici dello Stato albanese, guida verso la transizione democratica, lascia il posto al socialista ed ex sindaco di Tirana Edi Rama.

Berisha, le sue “luci”… Se i sondaggi della scorsa settimana vedevano i due appaiati, con il voto Rama si è imposto con il 56% delle preferenze, sconfiggendo l’uomo che ha fatto, nel bene e nel male, la storia dell’Albania. Cresciuto nel partito comunista, Berisha aderisce alle proteste contro il regime socialista nel 1991 e partecipa insieme agli studenti alle manifestazioni di quegli anni. Così fonda il partito democratico albanese, una formazione moderata di ispirazione europea. Pochi sanno che Berisha è stato docente all’università di Tirana dove insegnava cardiologia e che molte delle sue pubblicazioni sono apprezzate tutt’oggi nel mondo.

…e le sue “ombre”. Berisha divenne capo dello Stato dal 1992, guidando il paese nel passaggio tra il socialismo di stampo maoista all’economia liberista di mercato. Al tempo l’Albania era divenuta una vera e propria terra di conquista per aziende italiane e tedesche anche grazie alle sue scelte economiche che hanno favorito la crescita dell’Albania. Il suo secondo e consecutivo mandato si è però interrotto improvvisamente a causa della situazione drammatica che si era creata in Albania con il fallimento delle cosiddette piramidi finanziarie che hanno di conseguenza inghiottito i risparmi di milioni di albanesi. La conseguenza è stata una vera e propria rivolta che ha visto l’intervento di forze straniere per salvaguardare le fragili istituzioni al di là dell’Adriatico. Un compito portato a termine grazie all’intervento militare di Italia, Francia e Turchia. Poi nel 2003 il grande ritorno, sfruttando le divisioni del centro-sinistra.

La rivincita di Rama. Secondo le proiezioni di oggi con dati non ancora definitivi, Rama conquista il 56% dei voti, mentre Berisha si ferma solo al 40%. Una vera e propria rivincita per l’ex sindaco di Tirana che nel 2009 era stato sconfitto di misura proprio dallo stesso Berisha. Se è vero che molti albanesi lo hanno votato perché rappresenta la novità, è anche vero che la sua è una figura controversa. Si tratta infatti di un artista e pittore, in passato accusato di corruzione e di abusi edilizi.

Una democrazia traballante. Nonostante casi isolati di violenze davanti ai seggi, la situazione è tornata calma in tutta l’Albania. I risultati definitivi si sapranno domani, ma un eventuale ricorso potrebbe far slittare l’ufficializzazione dell’elezione di vari giorni. Certo è che la sparatoria, nata da un litigio davanti ad un seggio a 60 chilometri da Tirana e che ha visto coinvolti un candidato democratico e un sostenitore socialista (deceduto per i colpi), ha fatto riaffiorare il timore che il processo di democratizzazione in Albania non si sia compiuto. Ma entrambi i candidati – chi direttamente come Rama, chi per interposta persona come Berisha – fanno sapere di accettare qualsiasi risultato esca dalle urne e di voler collaborare per il bene dell’Albania.

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