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Diritto di critica | August 19, 2019

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Film e serie tv un passo avanti. Scandali e politica come le sceneggiature

Film e serie tv un passo avanti. Scandali e politica come le sceneggiature

caimanodi M.M.

Una volta alla fine dei film si scriveva “ogni riferimento a persone, fatti o cose è puramente casuale”, ormai al termine di molti articoli di cronaca andrebbe scritto “ogni riferimento a film, libri e serie TV è puramente casuale”.

Lunedì su Twitter uno degli hashtag più divertenti e utilizzati era proprio #chiediloananni dove “nanni” è Nanni Moretti che, dopo aver in qualche modo previsto la possibilità che un Papa decidesse di dimettersi, ha azzeccato anche il pronostico sull’epilogo delle vicende giudiziarie di Berlusconi nel citatissimo e cliccatissimo finale de “Il Caimano” in cui, seppur per un altro processo, si ipotizzava una condanna a sette anni di reclusione.

Uscendo dai confini italici non c’è stato un solo appassionato di serie TV americane che, venuto a conoscenza dello scandalo PRISM, non abbia pensato all’avvincente serie TV “Person of Interest” in cui il governo americano ha a disposizione una macchina capace di spiare la vita di tutti i cittadini e incrociare i dati ricavati, in grado di prevedere i reati e, in particolare, chi sarà coinvolto in un reato.

Il creatore di questa macchina, il geniale e solitario signor Finch, durante uno degli episodi, parlando con il suo collega e uomo d’azione incaricato di prevenire i reati, arriva persino ad attribuirsi l’invenzione dei social networks, proprio con lo scopo di creare la più grande banca dati volontaria del mondo.

Sempre il datagate americano ci suggerisce un nuovo riferimento, stavolta cinematografico: la talpa dello scandalo, Edward Snowden, si sarebbe infatti rifugiato nell’area transiti dell’aeroporto di Mosca, un po’ come lo stralunato Viktor Navorski, interpretato da un magistrale Tom Hanks, nel film The Terminal in cui il protagonista, non potendo transitare liberamente sul suolo americano per realizzare un suo vecchio sogno, decide di vivere in aeroporto.

Molti appassionati a questo punto si chiedono quale sarà il prossimo colpo di scena che ci riserveranno i giornali: i più apocalittici pensano a scenari da “The day after tomorrow” o da “Indipendence day” ma davvero si spingono troppo oltre. O almeno lo speriamo.