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Diritto di critica | September 25, 2020

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Svalutazione shock, l'azzardo del Giappone per tornare a crescere

AbeTornare a crescere svalutando. Per molti una follia. Ma in Giappone è oggi realtà. La chiamano Abenomics, è il progetto economico del primo ministro nipponico Shinzo Abe, conservatore e nazionalista. Dopo 15 anni di deflazione arriva quindi una misura economica che potrebbe far tornare a correre quella che oggi è la terza economia globale (20 anni fa era la seconda dopo gli Stati Uniti) o portare il paese verso il baratro incrementando il già enorme debito pubblico.

Il Giappone si indebita, Usa e Ue tremano. Si tratta di una manovra senza precedenti che metterà in circolo ben 1.450 miliardi di dollari da destinare in “Lavoro”, “Benessere” e “Consumi” ma che terrorizzano lo stesso Fondo monetario internazionale che parla apertamente di “rischio debito”. Perché se è vero che l’Europa può sopravvivere di fronte al fallimento della Grecia, un Giappone in default avrebbe ripercussioni planetarie.

L’azzardo. Il Giappone sceglie quindi una misura economica “shock” per cancellare quasi trent’anni di declino. “Si tratta di una scommessa che deciderà le sorti di miliardi di persone”, spiega l’economista Satoshi Okagawa. “Raddoppiare la base monetaria giapponese grazie al credito della banca nazionale può essere come somministrare la morfina ad un malato terminale: non soffre ma non guarisce. La speranza è che il denaro si riveli, invece, un farmaco salva-vita”.

Per ora funziona. Il già enorme debito pubblico giapponese mette in allarme gli economisti. Tuttavia, per il momento, le iniziative intraprese dal governo nipponico sembrano portare i primi risultati positivi. Il Pil cresce del 4,1% nell’anno, volano le esportazioni (+10%), mentre lo yen ha perso il 24% del suo potere d’acquisto se confrontato con il dollaro. Ciò ha prodotto la crescita dell’inflazione (dopo un lunghissimo periodo deflattivo) al 2% che di fatto sta provocando una ripresa dei consumi interni. Così la rassegnazione lascia spazio alla fiducia, una fiducia che si alimenta anche con il nazionalismo che sta tornando a soffiare sul Giappone.

Il debito (record) continua a crescere. Ciò sta provocando una crescita spaventosa del debito pubblico che oggi tocca il record assoluto del 245%, un livello sostenibile finora solo grazie alla fiducia che gli investitori internazionali hanno riposto sul Giappone ma che la stessa svalutazione rischia di intaccare. “Fermiamoci in tempo”, ripetono ossessivamente gli esponenti del centro-sinistra che sperano di ritornare al governo già il 21 luglio, quando sarà rinnovata la metà dei seggi della Camera Alta. Una vittoria, però, piuttosto improbabile: i sondaggi – confermati dal voto municipale di Tokyo – assegnano un risultato pieno per Abe che potrà, probabilmente, governare con una maggioranza più ampia e stabile. Certo, il Giappone gode di un enorme vantaggio rispetto a Usa e Ue: il debito pubblico è posseduto in gran parte da cittadini nipponici che sono una vera e propria “banca” del proprio paese. Eppure c’è un grave disavanzo della bilancia commerciale che deve essere compensato il prima possibile.

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