Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | October 20, 2019

Scroll to top

Top

Violenza sulle donne, la strage continua silenziosa

Violenza sulle donne, la strage continua silenziosa, “E’ anche colpa della tv”

violenza-sessualeGià 34 donne uccise nei primi quattro mesi del 2013. Questo e molti altri dati agghiaccianti sono stati denunciati nel convegno sulla violenza di genere svoltosi a Roma e organizzato dall’Università “La Sapienza” in collaborazione con il Policlinico “Umberto I”. Un appuntamento che ha rivelato ancora una volta come la violenza e gli omicidi nei confronti delle donne siano diventati terribilmente frequenti, in una società nevrotica e in balìa della rabbia e della frustrazione.

L’unica via di uscita sembra essere quella del cambiamento culturale, della prevenzione; un processo lungo e difficile, ma necessario: «C’è chi, come deterrente, invoca pene più severe – ha spiegato Giorgio Santacroce, Presidente della Corte di Cassazione e coordinatore del convegno – ma per chi uccide il codice penale prevede già la possibilità dell’ergastolo. Quello che serve è un diverso approccio culturale». Un nuovo modo di concepire la donna, evitando stereotipi che paiono ancora appartenere ad epoche passate e a mentalità arcaiche, completamente staccate dalla realtà: «L’immagine pubblicitaria o televisiva sfrutta fino all’ultimo centimetro di pelle femminile, le rappresenta come merce interscambiabile, “usa e getta”». Eppure le donne di oggi lavorano, hanno figli, sono forti e indipendenti, ma troppo spesso una “preda comoda” per compagni o mariti. Il confine tra forza e debolezza, tra rabbia e patologia, tra violenza e crimine è sempre più labile e indefinito. Punta il dito sui mezzi di comunicazione anche il generale dei carabinieri Enrico Cataldi, comandante delle investigazioni scientifiche dell’Arma: «C’è una controcultura da combattere – ha detto – espressa da eccessiva morbosità in certa tv, processi anticipati, troppe serie sui Ris, troppi spot e trasmissioni con richiami di tipo sessuale».

I numeri dello scorso anno sono da brividi: «Nel 2012 in Italia ci sono stati 157 omicidi e 255 tentati omicidi di donne – ha dichiarato Cataldi – e ciò che preoccupa è che gli omicidi consumati all’interno di relazioni sono di gran lunga superiori rispetto a quelli compiuti in ambito della criminalità comune». 116 casi su 157. Ovvero, quasi il 74 per cento dei delitti è commesso da parenti, mariti o compagni. Tre uccisioni su quattro arrivano per mano di persone vicine alle vittime, persone che fanno o hanno fatto parte della loro vita. Sette di questi 116 omicidi sono stati preceduti da episodi di stalking, che insieme agli abusi, spesso taciuti ma presenti anche nelle famiglie apparentemente più “tranquille”, costituiscono campanelli d’allarme da non sottovalutare. «Non è necessario aggravare le pene e inasprire le sanzioni, che già ci sono – ha concluso il generale – ma sicuramente si può incidere sulle misure di prevenzione. Siamo stati noi carabinieri, per esempio, a proporre l’allontanamento coatto in caso di flagranza di reato».

Tra iniziative e riflessioni, l’importante è agire, denunciare, aiutare. Perché non c’è più tempo, e «una donna umiliata e maltrattata è un danno per la società intera. Ad aiutarla nella sua battaglia dobbiamo essere tutti, uomini compresi, senza cedimenti», ha chiosato il presidente Santacroce.

Argomenti