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Diritto di critica | October 17, 2019

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Berlusconi verso Forza Italia 2.0. Il suo obiettivo: far fuori Alfano e testare Marina

Berlusconi verso Forza Italia 2.0. Il suo obiettivo: far fuori Alfano e testare Marina

Marina BerlusconiNuovo partito e nuovo leader. Così il centro-destra cerca di riorganizzarsi. E per farlo guarda al passato. È Forza Italia, nella sua versione “2.0”, il modello da seguire. Un partito liquido e padronale dove piazzare al vertice qualcuno che possa dare le migliori garanzie al “padre (padrone) nobile”, Silvio Berlusconi. Questa figura non è Alfano, “senza il quid” e soprattutto non disposto a sottomettersi al volere di Berlusconi. Forse una donna: Daniela Santanché o Marina Berlusconi. La prima, allineata al Cavaliere, toccherà – a quanto si dice – la reggenza del nuovo partito, mentre la seconda, figlia prediletta di Berlusconi, ha smentito, ma con un po’ di ritardo, le sue intenzioni di seguire le orme del padre.

“Una donna al mio posto”, e testa Marina. Berlusconi ha deciso di compiere l’ennesimo maquillage alla sua creatura. Basta con il partito istituzionale (richiesto a gran voce dagli ex An nei giorni della fusione a freddo), si ritorna ai comitati del 1994. Il Cavaliere sembra volersi ritagliare un ruolo di secondo piano, ma non prima di garantirsi la presenza di un suo uomo al vertice del partito. E chi, se non lei, la figlia prediletta. Nonostante la smentita, molti elementi fanno sospettare che i retroscena spuntati su vari giornali in realtà contengono più di una verità. Anche la stessa smentita, giunta varie ore più tardi, potrebbe rientrare in una strategia già utilizzata in passato dal Cavaliere, di testare l’opinione pubblica e gli stessi equilibri interni al Pdl. Berlusconi potrebbe aver voluto capire che peso potrebbe avere la figlia Marina in un’ipotetica sfida contro Matteo Renzi. E così, nel giro di poche ore sono fioccati i sondaggi che la vedono conquistare sopra il 25% dei consensi. Non un trionfo, insomma, ma una percentuale che garantirebbe a Forza Italia 2.0 di avere una leadership di peso. La reggenza nella transizione tocca invece alla Santanché. È per Berlusconi la “seconda scelta” e la sua forza elettorale sarà misurata nei prossimi mesi nel nuovo ruolo che il Cavaliere ha ritagliato per lei.

La sfida con Alfano. “Si tratta di un percorso irreversibile”, ha spiegato il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Ma dietro il sorriso di facciata, il ministro dell’Interno è ben consapevole del tentativo di Berlusconi di isolarlo. Tra i due, infatti, non corre più buon sangue. Sarà per colpa delle parole indelicate del Cavaliere nei suoi confronti (“Non ha il quid”), sarà per il fastidio che lo stesso Alfano ha verso il suo leader, onnipresente in ogni decisione cruciale, ma il problema rimane questo. Così inizia una sfida tra chi crede che il futuro del Pdl/Forza Italia 2.0 è legato indissolubilmente alle sorti di Berlusconi (e le ultime elezioni hanno dimostrato proprio questo) e chi, come Alfano, vorrebbe superare il berlusconismo e realizzare un centro-destra conservatore e liberista finalmente “normalizzato”. La sfida di Angelino è, quindi, ardua e soprattutto rischia di apparire agli occhi dell’elettorato un tentativo di salvare un Pdl che il popolo di centro-destra non ha mai amato. Mentre sarà Berlusconi ad apparire, dopo vent’anni, il nuovo, rispolverando un vecchio arnese, nato nel 1993.

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