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Diritto di critica | April 24, 2019

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La crisi inarrestabile del calcio italiano: da regina d’Europa a rischio serie B - Diritto di critica

La crisi inarrestabile del calcio italiano: da regina d’Europa a rischio serie B

calcio italianoL’inizio del declino è targato 2010, da quando la Germania, con i suoi club e risultati sportivi, ha sopravanzato il calcio italiano. L’efficiente organizzazione e lungimirante programmazione tedesca, a partire dai mondiali del 2006, hanno trovato conferma nel trionfo del Bayern Monaco durante la finale di Champions League lo scorso 26 maggio proprio contro un’altra squadra tedesca, il Borussia Dortmund. Un percorso ponderato, lento, che ha portato i suoi frutti, come certificato anche dal presidente dell’Uefa Michel Platini: “La Bundesliga e il Bayern sono un esempio per tutti”.

Il calcio italiano, invece, è perennemente in crisi. Lontano dai fasti economici e dai risultati sportivi che negli anni scorsi davano lustro allo sport nazionale. Come analizzato sul portale di Repubblica, l’Italia, con sei squadre che disputeranno le coppe Europee la prossima stagione (Juve, Napoli e Milan in Champions League; Fiorentina, Udinese e Lazio in Europa League), ha abbandonato da tempo la terza posizione nel ranking Uefa ormai da diverso tempo. Ciò vuol dire addio a quattro posti in Champions League come Spagna e Inghilterra. Nel prossimo ranking Uefa, inoltre, non sarà più considerata la stagione 2008-2009, molto favorevole ai club italiani. Il bel paese dovrà guardarsi dall’attacco del Portogallo (-0,389).

L’emorragia di campioni, che abbandonano ogni anno il campionato italiano, non contribuisce a migliorare la situazione. Oltre al Portogallo, l’Olanda sta guadagnando posizioni, ma per ora appare ancora lontano. Sprofondare oltre il quinto posto rappresenterebbe una deblace per il movimento calcio in Italia. Un danno d’immagine senza precedenti, visto che per numerosi anni il campionato italiano è stato giudicato il più difficile e competitivo. Il vero dramma sportivo, poi, sarebbe scivolare dal 7° posto in giù e ciò significherebbe un solo club ammesso ai gruppi di Champions League e uno ai preliminari.

Ora, la Spagna (76.427) guida il ranking Uefa, seguita dall’Inghilterra (69.677) e dalla Germania (68.641). In Italia, per contrastare la scarsità di risultati, si sceglie di guardare agli altri campionati europei e premiare la meritocrazia. In base alla classifica finale del campionato, infatti, arriveranno i premi ottenuti attraverso nuovi business (videogame, card). Per ora, circa 40 milioni di euro saranno ridistribuiti tra le prime dieci squadre in classifica. Alla Juventus lo scorso anno, vincitrice del campionato, spettarono circa 7,05 milioni di euro (ben misera cosa rispetto al premio di Champions, circa 62,5 milioni). La prossima stagione, chi si aggiudicherà il titolo prenderà circa 13,05 milioni, mentre la seconda 12,7. Delle misure che dovrebbero dare nuova linfa alla competitività del campionato italiano e, di riflesso, in Europa.

Comments

  1. Ercole Folegati

    DELLA CRISI DEL CALCIO, NON ME NE PUò FREGARE NIENTE!!! QUANDO UN GIOCATORE PROFESSIONISTA ANDRA’ IN CASSA INTEGRAZIONE OPPURE E’ ESODATO O PRECARIO E PERCEPIRA’ 800/1000 euro AL MESE ALLORA MI POTREBBE INTERESSARE…. CERCHIAMO DI RISOLVERE LA CRISI DI LAVORO ED ECONOMICO IN GENERALE!!!