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Diritto di critica | December 12, 2017

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La disfatta dei Fratelli Musulmani, l’altra verità sulla crisi in Egitto

La disfatta dei Fratelli Musulmani, l’altra verità sulla crisi in Egitto

egittoNon si fermano gli scontri in Egitto e dopo lo sgombero dei sit-in nelle piazze Nahda e Rabaa al-Adawiyya oggi l’esercito è intervenuto anche in piazza Ramses liberando la moschea al-Fath dai manifestanti filo-Mursi dopo che alcuni uomini armati avevano aperto il fuoco contro i militari dal minareto dell’edificio.

Nella giornata di sabato è inoltre giunta la notizia dell’arresto di Mohamed al-Zawahiri, fratello del leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, che aveva recentemente accusato cristiani, laici ed esercito “filo-Usa” di aver organizzato la rivolta contro Mursi.

Il governo egiziano sta inoltre valutando la possibilità di sciogliere i Fratelli Musulmani in quanto ritenuti un’organizzazione terrorista, con conseguente confisca dei beni.

“I Fratelli Musulmani hanno perso, hanno perso due volte”, così afferma il noto analista Abdulrahman al-Rashed. Il 14 agosto ha avuto luogo la seconda sconfitta per gli Ikhwan i cui leader sono stati incapaci in di far fronte alle necessità del popolo egiziano durante l’anno di governo Mursi e di cogliere i segnali di allarme che hanno poi portato alle manifestazioni di massa per chiedere le dimissioni del governo e nuove elezioni. La Fratellanza non è riuscita a gestire le proteste popolari cercando di trarne un vantaggio, anche parziale, che li avrebbe comunque messi in condizione di continuare a ricoprire un ruolo di spicco all’interno del contesto istituzionale egiziano.

I Fratelli hanno respinto l’invito da parte del nuovo governo di transizione di entrare nella roadmap e le proposte fatte dalle varie delegazioni internazionali, insistendo sul ripristino di Mursi e della Costituzione messa in piedi dall’ex governo islamista. Una richiesta impossibile da accogliere in quanto contraria alla volontà dei milioni di egiziani scesi in strada per chiedere nuove elezioni.

I leader islamisti hanno quindi invocato la resistenza e il ripristino di una democrazia mai esistita sotto quel governo “Ikhwan” andato al potere in seguito ad elezioni tutt’altro che trasparenti e di una Costituzione che non tutelava minimamente le minoranze, che non teneva conto delle varie sfumature che compongono la società egiziana; una Costituzione, tra l’altro, approvata dal 64% dei votanti in un referendum al quale ha partecipato soltanto un terzo degli aventi diritto. Una Fratellanza molto più preoccupata di inserire i propri uomini in posizioni chiave e molto meno attenta alle reali esigenze del popolo che, superato il limite, si è rivoltato.

Il nuovo governo di transizione ha prontamente messo in piedi una roadmap per dirigersi verso nuove elezioni. La Fratellanza, ben consapevole della scarsa popolarità e del disastro elettorale cui sarebbe verosimilmente andata incontro, ha preferito optare per la resistenza facendo riversare i propri sostenitori in piazza Rabaa al-Adawiyya e Nahda e mettendo in piedi dei sit-in che hanno letteralmente paralizzato i due quartieri del Cairo, con enorme disagio per gli abitanti esasperati.

Dopo un mese e mezzo l’esercito non ha potuto fare altro che intervenire, ma non prima di aver più volte invitato i manifestanti ad abbandonare le piazze.

Mercoledì 14 agosto i militari sono entrati in azione aprendo un corridoio di sicurezza per far uscire i manifestanti, molti dei quali hanno però preferito asserragliarsi dietro le barricate messe in piedi da settimane con blocchi di cemento e sacchi di sabbia e aprendo il fuoco contro le forze di sicurezza.

Una mossa irresponsabile che ha portato i Fratelli Musulmani a una seconda sconfitta in quanto, se prima avrebbero potuto negoziare una ritirata, a questo punto si trovano davanti a uno scontro senza via di ritorno. Hanno scelto la strada della violenza con l’obiettivo di far leva sui media nella speranza di passare per vittime e di guadagnare quindi l’appoggio della comunità internazionale, sperando in pressioni da parte di Usa e Ue per riuscire a tornare al potere. Uno scontro voluto, un invito al “martirio” per ristabilire un presunto “governo islamico”, dimenticando che i milioni di egiziani che hanno sfiduciato il governo Mursi sono anche loro musulmani. E la domanda che ritorna è: sulla base di quale autorità i Fratelli Musulmani hanno la pretesa di rappresentare l’Islam, dal momento che sono entrati in contrasto in più occasioni anche con la stessa al-Azhar, la massima autorità religiosa in Egitto.

Ora dunque i filo-Mursi gridano alla carneficina e alcuni media occidentali sembrano persino disposti a credergli, facendo riferimento per quanto riguarda le notizie al portavoce dei Fratelli Musulmani in Egitto, Gehad el-Hadad.

Purtroppo spesso i media occidentali sono scadenti nel documentare le violenze messe in atto dai sostenitori filo-Fratelli, nonostante siano facilmente reperibili filmati e foto di tali personaggi mentre lanciano molotov, utilizzano catapulte, imbracciano armi da fuoco e sparano contro le forze di sicurezza.

Numerose sono poi le vittime decedute a causa delle torture messe in atto a Rabaa al Adawiyya durante i sit-in dei filo-Mursi, presumibilmente nei confronti di oppositori degli islamisti.

Drammatica la testimonianza di Ahmed Abdel Ghany, che ha raccontato come suo figlio di dieci anni sia stato attaccato da manifestanti filo-Fratelli che lo hanno colpito con proiettili per uccidere i volatili, con conseguente amputazione di tre dita. All’interno dell’accampamento dei manifestanti sono state ritrovate grandi quantità di armi e delle fosse comuni con all’interno decine di corpi torturati.

Tra giovedì e venerdì sono inoltre numerose le stazioni di polizia assaltate dai manifestanti e una quarantina di chiese cristiane sono inoltre state date alle fiamme tanto da portare padre Rafiq Garish, direttore dell’ufficio stampa della chiesa cattolica, a una dura condanna nei confronti di Obama: “Da parte di Obama non abbiamo sentito nessuna condanna, o rifiuto, per gli assalti terroristici alle chiese che sono state devastate e bruciate”.

La strategia mediatica. L’ultima disperata strategia dei Fratelli Musulmani sembra ormai essere quella di provocare le forze di sicurezza obbligandole a rispondere per poi accusarle di carneficina, nella speranza di ottenere quell’appoggio da parte della comunità internazionale che sembra ormai essere l’unico salvagente rimasto all’organizzazione.

I Fratelli hanno dunque perso? Verosimilmente sì, hanno perso una grande occasione per portare l’Egitto fuori da decenni di regime verso una nuova fase senza precedenti; si sono lasciati scappare la possibilità di diventare i fautori di una storica transizione verso una vera democrazia. In un anno di pessimo governo hanno perso credibilità, popolarità e con la chiamata alla rivolta armata hanno anche fornito all’esercito tutte le motivazioni necessarie per intervenire, seppur in modo molto duro, ma con il pieno appoggio della popolazione egiziana.

Se i Fratelli vogliono sopravvivere dovranno cambiare strategia, cominciare a prendersi le proprie responsabilità per quanto è accaduto e sta accadendo, rivedere molto del proprio apparato ed anche della propria ideologia, lasciando spazio ad alcuni gruppi di nuova generazione all’interno degli Ikhwan al-Muslimun che si dissociano dalla violenza, come i “Young MB” e i “MB against violence”.

Un altro punto essenziale verso cui dirigersi sarà la separazione tra politica e religione, senza cui non potrà mai esserci quel “salto” necessario a portare l’Egitto verso una vera democrazia.

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  • Fabrizio Napoleoni

    Mah, secondo me quest’articolo non coglie nel segno. L’unica democrazia è quella che si afferma per volontà del popolo Egiziano. La guerra in Egitto l’abbiamo portata noi, Mubarak non era il dittatore oppressivo che vogliamo fare credere, ed i ribelli li abbiamo creati ed armati noi. L’Egitto stava meglio o peggio di ora? E la Libia? E l’Afganistan? E l’Irak? La Siria? Stiamo solo destabilizzando tali realtà, e leader illuminati, si trasformano prima in leader scomodi, poi in dittatori. Per quanto riguarda la democrazia, dovremmo guardare in casa nostra, perché noi non solo non siamo ancora riusciti a separare completamente la politica (leggasi Stato) dalla religione, ma neanche la politica dal giornalismo…

    • Tassilo Del Franco

      Non confondiamo. Chi sono “i ribelli”? Parliamo di un movimento libero e laico, Tamarrod, al quale i Fratelli Musulmani hanno rubato la rivoluzione, vincendo poi con inganni, violenze, intimidazioni e brogli le elezioni. I “ribelli” avevano tutte le ragioni! Ora l’esercito egiziano li sostiene, e difende l’Egitto, difende la sua gente che per un anno ha rischiato di tornare al medioevo! Hanno provato, e i Fratelli Musulmani e i salafiti non hanno speranze, non sono più altro che gruppi di terroristi e criminali. Obama, la Ashton e la Bonino li vogliono al governo, dicendo che avevano vinto le elezioni? La grandissima maggioranza degli egiziani non li vuole, e il mondo glieli vuole imporre al governo? Non sono nemmeno liberi di difendere il loro paese dai terroristi? Devono accettare di far massacrare i cristiani (10-15% degli egiziani)? I Fratelli Musulmani ora hanno fatto venire jihadisti dall’Afghanistan, dalla Bosnia, dal Pakistan, e non a fare turismo! Altro che sit-in nelle piazze, i terroristi in piazza ci vanno cin i mitra e incendiano le chiese, massacrano i cristiani. La guerra in Egitto l’hanno portata i Fratelli Musulmani, incoraggiati da Barak Hoseyn Obama. Questa è la verità, e non un’altra!

    • ALberto Sante Utopia

      Condivido in pieno il tuo commento, e mi sembra per altro che l’articolo oltre a non cogliere nel segno sia anche fautore di un analisi non oggettiva, ma di circostanza. Soprattutto, sarebbe democrazia ribaltare i Fratelli Musulmani e Morsi che erano stati eletti? Sarebbe Democrazia ribaltare il potere che ci piace meno, mettere a bando quel partito e dichiararlo terrorista?.

      Mi sembra che la politica estera di Usa ed Israele verso il MO sia volta soprattutto a mantenere un caos-controllato permanente…Libia, Siria…(come ricorda bene Fabrizio), ma occhio perché il giochino è molto, molto rischioso.

      Per il resto l’articolo mi ha molto infastidito, per ciò che scrive e come lo scrive.

      Ma il manifestante a cui hanno sparato con le mani alzate davanti ai carri armati, cos’era? Una provocazione per far intervenire l’esercito? Ma per piacere…

      • Manal Kordi

        Lei ha i mass media come fonte principale ed unico di informazioni. Invece, siiiiiiii, le provicazioni ci sono stati, da mesi e da anni. E se non ci si riesce con la provocazione, si fabbricano le scene.. La invito a guardare il video sopra. Cmq, grazie x il Suo interesse.

    • Manal Kordi

      Ha pienamente ragione. Condivido tutto quello che ha scritto. Ed aggiungo, Mubarak non era affatto male.. Anzi… Abbiamo voluto il cambiamento x quelli più poveri ed ignoranti, per poter offrirli una vita migliore.. Invece, e purtroppo, sono diventati più poveri, più ignoranti e ci hanno torturato x tutto l’anno. Mi sono dimenticata di scrivere nei comments che è stato un anno senza sicurezza. L’Egitto stava moltooo meglio ma noi lo vogliamo meglio ancora, perche questo paese lo adoriamo.
      Grazie

  • Manal Kordi

    Gent. Sig. Giacalano, al nome di più di 40.000.000 di egiziani La ringrazio di aver scritto quest’articolo che porta la ns. voce, ovvero parla della realtà che i mezzi mediatici occidentali continuano ad ignorare. Tutto quello che Lei ha scritto è verissimo e non è comunque la completà realtà -so che ci saranno altri articoli che coprono e parlano di altri temi-, insomma, l’occidente secondo me e noi è rimasto sconvolto xke la primavera araba sta diventando l’inverno arabo ed il loro progetto sta x svanirsi. Non vogliono trasmettere la realtà ai loro popoli.
    Ho chiesto in un commento su yahoo alla sig. Bonino se avrebbe mai accettato i “pacifici” sit-in sotto casa sua, e sono stati proprio come ha scritto Lei: disagio x gli abitanti, disagio x il traffico, torture e vittime, arsenali di armi, distruzioni di infrastrutture, rovina di qke edificiomdell’università del Cairo e non solo… Da sopra gli stage di quei sit it, i loro leader hanno invitato i loro seguenti a commettere violenze infinite e si sono datinla responsabilità della violenza nel Sinai, hanno ammesso di creare il caos totale nel 2011, ecc ecc ecc ecc ecc e come ben sa Lei, materiale video ce n’è abbastanza
    Mi sono spaventata a vedere e leggere sui siti italiani che le fonti di info principali sono Ikhwanonline ed Al Jazeera… Mah! Nessuno si è mai stancato a cercare di sapere il ns. Putno di vista? A cercare altri fonti?

    Noi, egiziani, stiamo lottando il terrorismo e non un partito politico. È la lotta che abbiamo intrapreso per proteggere la ns. Identità, l’identità vera egiziana che i terroristi ci hanno voluto togliere e negare.

  • Gamal Al Masri

    Si stava meglio con Mubarak?? Ma tu in Egitto ci sei mai stato? Sai com’era sotto Mubarak?? Tienteli tu Mubarak e Morsy se ti piacciono tanto! Come facciamo ad avere elezioni se quando il nuovo governo ha provato a portare il paese verso nuove elezioni i Fratelli Musulmani hanno fatto tutto il casino? I Frateli Musulmani sono la rovina dell’Egitto e sono come Mubarak se non peggio! Un italiano che dice “si stava meglio con Mubarak”….incredibile…..

    • Manal Kordi

      Ok. Prima non si viveva in paradiso -e nessuno ci vive- xò di sicuro, si stava molto ma molto meglio. C’era meno povertà, c’era meno violenza, c’era un’economia + forte, c’era molto più sicurezza, c’era molto più rispetto di se, del prossimo, del mondo, ecc
      Non era il massimo xò di certo era meglio del periodo di Morsi. Noi, abbiamo voluto e vogliamo ancora il meglio x il ns. paese, ecco xke ci siamo rebellati la prima volta, noi gente non finanziata da nessuno, e x lo stesso motivo ci siamo rivolti il 30 di giugno.

  • Manal Kordi

    Parlando di democrazio, xke l’occidente non ha mai detto nulla su tutto quello che è successo durante l’anno in cui è stato lui il presidente? A partire dalle elezioni -falseeee- fino al suo ultimo speech “proteggerò la “shar3ia col sangue” ovvero o Morsi oppure il sangue, cosa che si sta avverando ovviamente.
    La costituzione?????? Quando la gente si manifestava davvero pacificamente e lui è uscito fuori il suo palazzo x parlare solo con il suo gruppo -ahli wa 3ashirati-? Una parola sua dove descrimina il popolo tra la “sua famiglia” e gli egiziani?? Il massacro all Itihadeya i gg. 5&6 dicembre? La gente morta e torutrata e crocifissata dai pro-Morsi? Nessuno all’occidente se ne era accorto??? Le leggi che volevano portare le donne indietro ma neanche al mediovo??? Volevano togliere l’inglese dalle scuole xke è la lingua degli infideli??? Torture per le strade??? Commandavano solo loro e nessuna democrazia…. Quando hanno ucciso e mutilato il corpo dello sceico sciita????? Quando hanno ucciso i ragazzi giovanissimi che protestavano su facebook (da snipers)… I loro massacri di “la guerra del cammello” e a Port Said??? I ragazzi buttati da sopra i palazzi ad Alessandria???? E tanto tanto altro
    Insomma, la rivolta del 2011 è stata fatta in Egitto x il diritto di pane, il diritto di libertà e l’uguaglianza (anche se in realtà la rivolta faceva parte del plan americano-europeo) ma noi ci abbiamo creduto. E vogliamo ancora questi valori.. X il bene del paese che adoriamo, che vogliamo proteggere.

  • Manal Kordi

    Xke l’occidente non ha mai parlato di democrazia durante quell’anno quando i cristiani dell’Egitto venivano torturati e discriminati?? Quando ci sono stati massacri contro di loro nel sud? Quando adesso le loro chiese vengono bruciate? Xke queste notizie non piacciono ora all’occidente?
    In un anno solo, ci siamo deteriorati su tutti i lati della società x decenni indietro nel tempo… Xke dovevamo aspettare altri 3 anni, a parte che non avrebbero MAI kasciato il potere? La rivolta del 2013 è stata fatta x proteggere i valori della rivolta del 2011.
    Quando ne parlo con i miei amici in italia, mi rendo conto sempre di più del potere del media, la loro reazione nella maggior parte delle volte è come: capiamo quello che ci dici xò qua si dice tutt’altro..
    Stamattina mi sono svegliata con l’idea di trovare un canale televisivo oppure un presentatore che non siano politicizzati per chiedergli di diffondere la realtà che gli egiziano vivono, x far capire agli italiani chi conduce la violenza, chi tortura, che ci ha fatto e ci fa vivere ancora un incubo brutale.
    Ho visto che qua mostrate tanti video che rappresentano “l’altra realtà”, ma se ne vuole ancora, me lo faccia sapere.

    Ha per caso il video dove praticano gli shot di camera di un momento di disastro? Ha visto come posano? Il sangue finto ed il pronto soccorso finto??

    La ringrazio di nuovo e sono sicura che tutto il mio popolo EGIZIANO, musulmani e cristiani, La ringraziano pure.

  • Manal Kordi

    It’s not a coup! È la volontà del popole egiziano.. La ns. Volontà
    https://www.youtube.com/watch?v=13oLh6PzAWQ&feature=youtube_gdata_player

  • Manal Kordi

    https://www.youtube.com/watch?v=Uw7U4rkGEAg&feature=youtube_gdata_player
    Questo è un video da non perdere.. Gli MB che praticano le scene più drammatiche, feriti falsi, sangue falso, prontosoccorso falso, ecc posano x il cameraman