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Diritto di critica | April 3, 2020

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Trasparenza: solo Pd, Autonomie e 5 Stelle pubblicano il rendiconto delle spese

Palazzo-MadamaNon è bastato Lusi o Belsito a cambiare le abitudini dei partiti italiani. La trasparenza, nonostante gli annunci, rimane sconosciuta. È emblematico il caso dei gruppi del Senato dove solo tre partiti e il raggruppamento dei vari partiti autonomistici si sono dotati di una rendicontazione quadrimestrale trasparente pubblicata online, a sei mesi dalla nascita della legislatura.

Chi è trasparente, e chi no. Sull’onda dei vari scandali sull’uso dei fondi destinati ai gruppi consiliari, in particolar modo nella regione Lazio, i partiti avevano deciso di perseguire maggiore trasparenza. Così, anche la Camera e il Senato si sono dotati di regolamenti che favoriscano la cosiddetta accountability da parte dei cittadini. In particolar modo in Senato i regolamenti sono particolarmente stringenti. Infatti, è fatto obbligo ad ogni gruppo di pubblicare online il proprio rendiconto quadrimestrale. Solo il Pd (1), il MoVimento 5 Stelle, Lega Nord e il gruppo delle Autonomie hanno provveduto a realizzare una propria pagina sui rispettivi siti web dove sono indicate tutte le voci di spesa sostenute. Pdl, Lega, Scelta Civica e ancora non hanno pubblicato nulla.

Grillini smemorati. Caso un po’ particolare è quello del MoVimento 5 Stelle. Infatti, qualche giorno fa, un articolo apparso sull’Espresso sottolineava come solo Pd e il gruppo delle Autonomie avessero fatto “i compiti a casa”, mentre M5S doveva essere inserito nella lista dei “cattivi”, insieme al Pdl. Immediata la reazione di Claudio Messora, responsabile della comunicazione 5 stelle al Senato: “I rendiconti erano pronti da luglio, ma non potevano essere pubblicati perché mancava l’apposito sito esterno”. Infatti, spiega Messora, “essendo una forza politica nuova, M5S deve costruirsi tutto da zero. Un portale si può fare anche in due settimane, certo, ma quando deve nascere da 163 teste, e quando chi deve deliberarlo è impegnato a salvare la Costituzione, a restituire le eccedenze sugli stipendi ai cittadini, ad eleggere presidenti della Repubblica, a cercare di far rispettare la legge sulla decadenza dei senatori condannati a più di due anni e interdetti dai pubblici uffici”, eccetera eccetera, “quando uno è indaffarato in tutte queste cose, 7 giorni su 7, 24 ore al giorno, quel portale che tra le altre cose deve contenere la sezione trasparenza viene pronto in qualcosina di più che un paio di settimane”. Ma che si tratti di una dimenticanza è palese e sarebbe stato sufficiente ammetterlo. Perché alla fine, sabato scorso la rendicontazione è incredibilmente comparsa in una pagina del sito di Beppe Grillo. Nessun fronzolo grafico, tre link e via. Il tutto in una sottocartella sul sito del comico genovese. Tempo di lavoro per realizzare la pagina? 10 minuti.

La Lega dell’ultimo minuto. Proprio ieri sera è uscito il comunicato dei senatori della Lega Nord che hanno pubblicato, sempre dopo l’articolo comparso sull’Espresso, sul sito del senatore Massimo Bitonci, i vari rendiconti.

Il silenzio di Pdl. Ma se ai grillini  e ai leghisti si può perdonare una dimenticanza, non si può perdonare il disinteresse degli altri partiti. Nessuna risposta da parte del partito guidato da Silvio Berlusconi mentre da Scelta Civica arrivano scuse, anche queste poco credibili: “Manca ancora il sito web”.

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Comments

  1. Fate veramente schifo. 5 stelle ci salverà ? Ma gliela date la possibilità di governare (Da soli) o no ? Fuori tutti e al voto. Stavolta chi vota pd lo fa seriamente per mandarci in rovina.