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Diritto di critica | October 14, 2019

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L'Italia in picchiata, superata anche dalla Russia. E tra poco anche il Canada...

L’Italia in picchiata, superata anche dalla Russia. E tra poco anche il Canada…

g8-foto-di-gruppoFuori dai Grandi 8. Così il Pil italiano precipita e viene superato anche da quello russo. Sono lontani i tempi d’oro quando potevamo vantare di aver superato la Gran Bretagna e di essere la quinta potenza economica al mondo. Era il 1986. Oggi il Belpaese si deve accontentare di un misero nono posto, frutto dell’impressionante ascesa della Cina e delle potenze emergenti, ma principalmente della sua incapacità di riformarsi e di sapersi adattare ad un mutato contesto internazionale.

Anche il Canada si prepara al sorpasso. Se il dato è preoccupante, le stime sul futuro lo sono ancora di più. Entro cinque anni sia il Canada e l’India sorpasseranno il nostro Paese. È certamente vero che la Russia e soprattutto l’India hanno un numero di abitanti non paragonabile all’Italia e con livelli socio-economici decisamente inferiori. Tuttavia, quello che sorprende è la crescita del Canada, che ha la metà della popolazione e indici di sviluppo sociale per noi al momento irraggiungibili.

Non cresciamo più. Si tratta in parte di declino. O meglio, si dovrebbe parlare di mancata crescita, riconsiderando i dati del Fondo Monetario relativi alla crescita del Pil negli ultimi 40 anni, l’economia del nostro Paese è incrementata di quattro volte, in linea con quelle degli altri stati europei. Con l’unica differenza: la spinta propulsiva degli anni 60 – con tassi di crescita ben al di sopra della media europea – è andata via via scemando fino alla fine degli anni ottanta, quando la crescita si è avvicinata paurosamente allo zero. Se questo dato lo confrontiamo con quello delle cosiddette potenze emergenti, notiamo che la Cina è cresciuta 29 volte, l’India di 9. Anche gli Usa, con un’economia di mercato matura è cresciuta più del Vecchio Continente: 5,8.

Un problema anche europeo. Quindi, non c’è solo il “malato” Italia che non riesce più a trovare la strada maestra della ripresa. C’è anche un problema europeo. Il Vecchio Continente ha bisogno di parlare con una voce sola soprattutto ora che perde (o ha già perso) la sua egemonia economica globale. Se è vero che il Pil dice poco del benessere effettivo della popolazione, è certamente importante nell’attrarre investimenti e nel peso che i governi stessi hanno a livello globale. Lo può fare solo un’Europa con un’unica economia e un unico mercato.

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