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Diritto di critica | August 9, 2020

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Rinasce Forza Italia e Letta trema. Renzi prepara lo strappo

lettaPresto cambieranno molte cose. La portata politica della nascita di Forza Italia potrebbe scombussolare tutto il panorama politico italiano. Se è vero che il governo Letta si è tolto quella fastidiosa zanzara che lo pungolava da destra ogni giorno, il suo rafforzamento è solo temporaneo. Con Silvio Berlusconi all’opposizione non sarà facile tenere dritta la barra del timone. Dipenderà dal tipo di opposizione che il Cav vorrà fare. Durante il Consiglio Nazionale ha tenuto un profilo abbastanza basso nei confronti di Enrico Letta, mentre ha alzato i toni contro la Germania, la Merkel e Sarkozy. Ma in futuro potrebbe colpire duro anche contro il governo. A quel punto il Pd dovrà tirare le somme se non vorrà rischiare di farsi travolgere da un Berlusconi “difensore degli italiani tartassati”.

D’Alema-Berlusconi, la nuova (inconsapevole) alleanza. Il miglior alleato del Cavaliere è certamente la nomenclatura del Pd. Berlusconi sa bene che tra i democratici serpeggia l’incubo Renzi, oramai destinato a vincere le primarie dell’8 dicembre. D’Alema e Bersani cercheranno in ogni modo di depotenziarlo, perché il rischio è che il sindaco di Firenze, di fronte alla scelta di Berlusconi di passare all’opposizione, possa scegliere di abbandonare il governo ed andare ad elezioni anticipate nell’immediato, nel timore di farsi logorare, così da prendersi sia il partito che Palazzo Chigi con un colpo solo. Si tratterebbe di una scelta che, tra le altre cose, farebbe saltare i piani del Cavaliere che immagina un centro-destra di lotta e di governo: far correre in ordine sparso le varie componenti (governativi e falchi) per poi riunirli insieme per il voto sotto il simbolo del Popolo delle Libertà.

Renzi spaventa Letta (e anche il Cav). Così Renzi si ritrova tra l’incudine e il martello, come lo stesso premier Enrico Letta, che potrebbe essere sacrificato anche dai suoi compagni di partito per salvare il salvabile. E questo sacrificio non è detto che verrà consumato nell’immediato da Renzi, ma potrebbe consistere in un lento ma inesorabile logoramento che potrebbe segnare la fine della carriera politica di Enrico Letta. D’altronde anche Renzi si gioca il tutto per tutto, con l’unico vantaggio di non essere attualmente il premier in carica. E, nella sfida alla premiership nel Pd sarà una vera e propria battaglia tra lui e Letta, con l’unica variabile: il tempo. il presidente del Consiglio dovrà portare a casa risultati importanti o sarà finito, schiacciato da un ingombrante segretario. E per questo avrà bisogno di tempo. Ma il tempo potrà giocargli un brutto scherzo se tra un anno non dovesse portare a casa risultati concreti.