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Diritto di critica | October 15, 2019

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Quello che i No Tav proprio non vogliono capire

Quello che i No Tav proprio non vogliono capire

Cancellieri: tensioni davanti sede Pd,lancio petardiIL GRAFFIO – A parole sono tutti pacifisti e i violenti sono gli altri. Ma gli altri chi? Gli infiltrati, quelli che vogliono screditare il movimento. I lanciapietre, gli sfasciatutto, quelli no, sono qualcosa di diverso dal Movimento No Tav. Eppure nelle occasioni più importanti non mancano mai. Risultato? Si parla solo di loro e non delle pretese del presunto Movimento No Tav. Proprio per questo non si capisce come sia possibile che i manifestanti contrari all’alta velocità in Val di Susa non prendano i suddetti imbecilli sfasciatutto per la collottola – o meglio, per le orecchie, come si addice ai bambini – e non li sbattano fuori dal corteo o non gli impediscano di partecipare. E sì che non è così difficile individuarli: casco nero, sciarpa, oltre a tutta una serie di armamentario vario.

Sull’altro fronte ci sono i curiosi commenti di certuni colleghi che appena si indignano verso chi addita come “fascisti” gli scalmanati che ieri hanno assaltato la sede del Partito democratico a Roma. Un atto grave in una democrazia. Fosse stato un assalto portato avanti da altri sfasciatutto come Casapound o similia, i toni sarebbero stati ben diversi. Si tratta di un retoricume sinistroide (e su questi temi davvero non dovrebbero esserci partiti) che inevitabilmente ammorba socialnetwork e bacheche su Facebook, di quanti hanno il vizietto di incensare la cara vecchia lotta armata. Perché i rivoluzionari di noantri che sanno appena sfasciare tutto, in fondo, ci ricordano le care vecchie lotte proletarie che non abbiamo mai davvero combattuto: il popolo contro lo Stato padrone e capitalista o – peggio – contro le banche (sfasciano anche quelle di solito, dimenticando che sono tutte assicurate. Ma dev’essere divertente devastare, mettersi un casco in testa e danneggiare una città. Lotta politica, già).

Questi – e il Movimento dovrebbe dirlo ai quattro venti, con una voce molto più decisa di quanto non facciano – sono i No Tav come non dovrebbero essere. La vera causa del fatto che il Movimento non viene mai ascoltato nelle sue motivazioni è la violenza dei suddetti sfasciatutto. Li isolassero, li lasciassero a casa, invece di ribattere che la realtà è diversa o che sono tutti infiltrati.

E mentre su Twitter qualcuno scrive “i violenti mandateli in Sardegna ad aiutare”, agli atti restano i danni, gli assalti, e un Paese sempre meno incline ad ascoltare ragioni che sarebbe invece giusto non lasciare indietro.

@emilioftorsello

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