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Diritto di critica | August 20, 2019

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Ma Berlusconi continuerà a governare, per interposta persona - Diritto di critica

Ma Berlusconi continuerà a governare, per interposta persona

MILLS: DEFINITIVA SENTENZA PRESCRIZIONE PER BERLUSCONI / SPECIALEDa ieri Forza Italia è all’opposizione. Ma al di là di qualche finto mal di pancia, l’annuncio non ha scosso più di tanto l’esecutivo Letta, che adesso può viaggiare su mari ben più tranquilli, sicuro del sostegno di Angelino Alfano e dei suoi. Questo almeno lo scenario di facciata. La realtà è che – data per buona la pantomima tra responsabili fedeli all’esecutivo e populisti all’opposizione – Silvio Berlusconi resterà saldamente all’interno della scena politica italiana e il suo centrodestra – che ha ormai diversificato quanto più possibile l’offerta in chiave elettorale grazie ai moderati Alfano – conterà come mai prima.

Già perché, al di là delle teatrate, non bisogna dimenticare che Alfano resta una creatura giunta alla ribalta grazie a Silvio Berlusconi al quale deve tutto. Ed è stato proprio il Cavaliere a sottolineare come Il Nuovo Centrodestra non sia un nemico ma, anzi, un “cugino” e un alleato. Una notazione che cozza con la facciata bellicosa e gli strali incrociati dei rispettivi alfieri televisivi cui abbiamo assistito in questi giorni. Da qui a influenzare la politica per interposta persona, dunque, il passo è breve.

Al netto delle apparenze, dunque, giova ripercorrere le “divisioni” del centrodestra che in primis ha perso La Russa e Meloni: i Fratelli d’Italia – altri cugini – si sono staccati da Berlusconi senza però opporsi in maniera netta e definitiva ma andando a intercettare tutti quegli elettori delusi proprio dalle dissennatezze del Cavaliere che avrebbero potuto cambiare partito. Il volto onesto e pulito di Giorgia Meloni, indubbiamente una delle migliori personalità che abbia avuto il centrodestra in questi anni, ha tentato di far dimenticare le nefandezze e gli scandali che il simbolo del Pdl inevitabilmente portava con sé, per arginare l’emorragia di consensi. E i risultati avuti nelle amministrative capitoline confermano che si è trattato di una manovra andata a segno.

E mentre il percorso giudiziario proseguiva e la figura di Berlusconi faceva perdere sempre più consensi, riducendo di molto il valore elettorale della sua persona, nel centrodestra ci si rendeva conto che – arginata l’emorragia dell’ala più radicale del Pdl – adesso si doveva pensare ai moderati. Come? Con una rottura che sembrasse tanto plausibile quanto opinabile: il delfino che rinnega suo padre, Alfano che tradisce Berlusconi. Il tutto per convincere i moderati che davvero la nuova creatura non c’entra ormai più niente con il vecchio padre, il Cavaliere è acqua passata. E allora gli strali, gli insulti, le accuse incrociate, i malori di Berlusconi sul palco della rinata Forza Italia.

Per capire che si tratta solo di una pantomima ben orechestrata e funzionale a massimizzare i profitti in un momento di crisi, tra condanne e scandali, basta ripercorrere gli ultimi due anni di vita del nostro centrodestra. Lo spettacolo deve ancora cominciare.