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Diritto di critica | September 23, 2019

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Ecco cosa rischia Berlusconi, all'indomani della decadenza - Diritto di critica

Ecco cosa rischia Berlusconi, all’indomani della decadenza

CRISI DI GOVERNO: ENRICO LETTA AL SENATO PER IL VOTO DI FIDUCIADa ieri Silvio Berlusconi non è più parlamentare. Dopo vent’anni il Cavaliere – anche se ormai ha perso anche questo titolo – torna a essere un comune cittadino: nessuna immunità, nessun legittimo impedimento, niente di niente. E quindi? Cosa cambia per l’ex Cavaliere, leader esterno di un partito incerto?

Iniziamo con gli incarichi politici: per sei anni, in virtù della Legge Severino, non potrà più essere rieletto né ricoprire alcun incarico di governo. Vista l’età di Silvio Berlusconi, questo potrebbe segnare la fine della carriera per l’ex Cavaliere.

Ma Berlusconi adesso potrà essere intercettato senza più dover passare per l’autorizzazione del Parlamento e non ci sarà più alcun obbligo di distruggere le sue conversazioni con altri utenti intercettati nel corso di un’indagine. Né ci sarà alcuna immunità o impedimento ad evitare che i suoi uffici vengano perquisiti, come invece accadde durante l’inchiesta sul caso Ruby per l’ufficio di Spinelli: da oggi potrebbe quindi esserci una perquisizione senza preavviso. Per non parlare del fatto che Berlusconi adesso potrebbe essere arrestato ove ordinato dall’autorità giudiziaria.

Quest’ultima ipotesi, però, è abbastanza irrealistica. Manca infatti l’urgenza per le misure cautelari. Berlusconi rischia però su un’altra indagine in cui sarebbe coinvolto: il Ruby Ter. Quando i giudici di Milano trasmetteranno alla Procura gli atti i verbali con le presunte false testimonianze di diverse persone, tra cui numerose ‘olgettine’, scattera’ quello che è già stato battezzato come ‘Ruby ter’, il procedimento in cui Silvio Berlusconi dovra’ difendersi dall’accusa di avere ‘comprato’ i testimoni. Non e’ detto che la Procura aspetti anche il deposito del ‘Ruby bis’ a carico di Fede, Mora e Minetti, atteso per il 2 dicembre prossimo, per iscrivere il Cavaliere nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione. Con la sentenza del 24 giugno scorso, con cui il Cavaliere è stato condannato a 7 anni di carcere per concussione e prostituzione minorile, i giudici della quarta sezione penale hanno disposto la trasmissione degli atti alla Procura per indagare sulle presunte false testimonianze di 32 testimoni, quelli che i pm avevano definito il “blocco dichiarativo” a favore di Berlusconi. Tra questi una ventina di cosiddette ‘Olgettine’ – mantenute con 2.500 euro al mese – ma anche il viceministro Bruno Archi, il funzionario della Questura Giorgia Iafrate, i parlamentari Valentino Valentini e Maria Rosaria Rossi, l’eurodeputato Licia Ronzulli e il giornalista Carlo Rossella.

E ormai non c’è legittimo impedimento né immunità che tengano.