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Diritto di critica | November 28, 2020

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Bruxelles ricorda Falcone e Borsellino, perché la mafia è transnazionale

Bruxelles ricorda Falcone e Borsellino, perché la mafia è transnazionale

Falcone e BorsellinoL’Europa che ricorda la lotta alla mafia oggi passa da Bruxelles, dove la Commissione Europea ha deciso di intitolare l’aula ai magistrati italiani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, diventati – con i loro lavoro e la loro morte – testimonianza forte dell’antimafia in Italia. Un valore simbolico, quello dell’intitolazione, che serve per ricordare quanto le mafie non siano e non possano essere considerate esclusivamente un problema italiano.

All’intitolazione – prevista per le ore 14.00 presso il DG Justice and Home Affairs della Commissione Europea – interverranno sia personalità europee come Cecile Maltroom, Commissario Europeo Giustizia e Affari Interni, e Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento Europeo, che rappresentanze italiane quali la sorella di Giovanni Falcone, Maria, e il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Rosi Bindi. Nel corso della giornata, verrà inoltre presentato alla Commissione il cortometraggio “Sempre Vivi” scritto e diretto da Pierfrancesco Li Donni sul tema dell’esempio lasciato dai due magistrati ai palermitani e saranno premiate le scuole vincitrici del primo concorso “Quel fresco profumo di libertà” bandito dal Centro studi e ricerche Paolo Borsellino in collaborazione con il Miur. A seguire, dibattiti, film documentari e l’inaugurazione della mostra fotografica “Falcone e Borsellino: vent’anni anni dopo” realizzata dall’ANSA.

«Quella di intitolare un’aula della Commissione a Falcone e Borsellino è un omaggio importantissimo alla memoria non solo di Giovanni e Paolo, ma di tutte le vittime delle mafie – ha spiegato all’ANSA Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso nella strage di via d’Amelio attualmente deputata del gruppo S&D al Parlamento europeo e membro della Commissione Crim – Questa decisione testimonia anche la presa di coscienza dell’UE nei confronti di un fenomeno, quello delle mafie, che per troppo tempo è stato considerato alla stregua di un problema locale e che, invece, ha una dimensione transnazionale».

L’attenzione dell’Unione europea sul tema delle mafie si è concretizzata l’anno scorso, con l’istituzione nel marzo 2012  di una commissione speciale sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro (CRIM) a seguito dell’approvazione, il 25 ottobre 2011, della risoluzione del Parlamento Europeo sul crimine organizzato, la cui relatrice è stata Sonia Alfano: nel testo – con  cui l’Italia si era fatta portavoce della richiesta della Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo (LIBE) di prendere provvedimenti incisivi a livello europeo contro i fenomeni di stampo mafioso – si sollecitava l’indagine europea dei tentacoli transnazionali della criminalità organizzata, nonché la redazione di una direttiva specifica per uniformare in tutti gli stati membri la rilevanza penale del reato di associazione mafiosa.

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