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Diritto di critica | September 21, 2020

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Italicum, ecco il Parlamento se si votasse oggi

Renzi infiamma il PdItalicum o Porcellum? Il problema sembra quello di garantire la stabilità a scapito della rappresentatività. Ma quali sono le differenze tra i due modelli elettorali? Quali i punti in comune? Se si votasse oggi come finirebbe? E se si fosse votato con l’Italicum nel 2013?

Le somiglianze con il Porcellum. Matteo Renzi e Silvio Berlusconi hanno un punto in comune: entrambi vogliono avere un’ampia maggioranza in Parlamento che gli permetta di governare indisturbati. Il modello Italicum nasce proprio da questa esigenza: garantire ai cittadini e al leader vincente stabilità in Parlamento e semplificazione dell’arco parlamentare. Per questo il doppio turno di coalizione – cioè le due coalizioni più votate si sfidano di nuovo per conquistare il premio di maggioranza se la più votata al primo turno non raggiunge il 35% -, rispettando le osservazioni della Corte Costituzionale, sembra venire incontro all’esigenza di avere maggioranze chiare: chi prende anche un solo voto in più governa. Da questo punto di vista l’Italicum ricorda molto il Porcellum alla Camera dei Deputati, dove la coalizione vincente conquistava il 55% dei seggi, anche se la proposta di Renzi garantisce maggiori garanzie di democraticità.

La vera differenza. Dove l’Italicum si differenzia in maniera evidente dal Porcellum sono certamente la tipologia dei collegi e l’alta soglia di sbarramento. Questi divengono molto piccoli sotto il profilo territoriale. Ogni collegio ha un numero compreso tra quattro e sei di seggi da assegnare, favorendo i partiti più forti. Questo significa che ogni partito presenterà in un determinato territorio quattro o cinque candidati, ben identificabili.

Elaborazione YouTrend

Elaborazione YouTrend

Le liste bloccate (forse). Al momento sembra che l’orientamento prevalente (da attribuire molto probabilmente a Silvio Berlusconi) sia quello di optare ancora una volta ad un sistema di liste bloccate, come nel Porcellum. Una scelta contestata dalla minoranza del Pd, dai 5 Stelle, da Scelta Civica e Fratelli d’Italia. Tuttavia, sotto il profilo della costituzionalità e della democraticità, liste così piccole sono molto simili ad un sistema uninominale all’inglese (con il Mattarellum il 75% dei seggi veniva attribuito con questo sistema), dove ogni partito o coalizione presenta un solo candidato. In entrambi i casi la selezione dei candidati viene fatta dall’alto. Sta ad ogni singolo partito darsi delle regole democratiche nella selezione. Per questo è strano che le critiche più feroci arrivino dalla minoranza Pd, che è favorevole al sistema uninominale, e da M5S che chiede di ripristinare il Mattarellum, sistema che prevede un sistema misto uninominale e proporzionale con le liste bloccate.

Se si votasse oggi… Secondo una simulazione di YouTrend, se si votasse oggi, con la soglia di sbarramento al 5% per i partiti coalizzati e all’8% per quelli fuori dalle coalizioni, in Parlamento ci sarebbero solo tre forze: Pd, Forza Italia e MoVimento 5 Stelle. Nessuno dei tre partiti raggiungerebbe il 35% per far scattare immediatamente il premio di maggioranza. Al momento il ballottaggio vedrebbe una sfida tra M5S e Pd che si contenderebbero, di conseguenza, il governo del Paese. Scenario diverso se le coalizioni si dovessero presentare unite sotto un unico simbolo. In questo caso il centro-sinistra (Pd+Sel+CD+Socialisti) e il centro-destra (NCD+Forza Italia+FdI+Lega) si contenderebbero già al primo turno il premio di maggioranza. Tuttavia, questa proiezione non tiene conto che il voto di coalizione, in questo caso, non sarà la semplice somma dei voti degli altri partiti, bensì dovrà tenere conto soprattutto della forza di ciascun leader di attirare su di sé le preferenze degli elettori.

L’Italicum nel 2013. La storia non si fa con i “se”. Ma giocando con la macchina del tempo di YouTrend è possibile vedere come sarebbe andato a finire il voto dello scorso anno con l’Italicum. Nello scenario in cui i partiti si fossero presentati divisi, nessuno avrebbe raggiunto il premio di maggioranza al primo turno. Il ballottaggio si sarebbe svolto tra M5S e Pd. In Parlamento sarebbero state rappresentate quattro forze: oltre a Pd e M5S, anche il Pdl e Scelta Civica. Se invece i partiti si fossero presentati coalizzati in una lista unica, la sfida al ballottaggio avrebbe riguardato la coalizione guidata da Berlusconi e quella guidata da Bersani. Chi avrebbe vinto? A fare la differenza sarebbe stato l’elettorato 5 stelle: come si sarebbero orientati quegli elettori nel ballottaggio?