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Diritto di critica | August 3, 2020

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Quello che l'Italicum non può risolvere

Non è la panacea di tutti i mali. La legge elettorale – da sola – non può risolvere gli enormi problemi di questo Paese, compresa l’ingovernabilità. L’Italicum sulla carta disegna maggioranze chiare e decreta la fine delle larghe intese. Eppure tanti dimenticano un fatto comunque importante: in Italia ci sono due Camere, con platee elettorali non coincidenti. Questo significa che non è del tutto impossibile che accada quello che tutti vorrebbero scongiurare: maggioranze diverse in Parlamento.

Due maggioranze diverse. Per l’elezione dei componenti della Camera dei Deputati possono votare tutti i cittadini che abbiano compiuto 18 anni il giorno prima l’inizio dello svolgimento delle elezioni. Al Senato, invece, solo coloro che abbiano compiuto 25 anni. Questo significa che in alcuni casi, soprattutto quando le differenze tra coalizioni sono minime ed il voto dei giovani va in una direzione opposta rispetto all’espressione politica degli over 25, si possono creare due maggioranze diverse in Parlamento.

“Svuotare il Senato”. Per questo Renzi ha ben chiara la necessità di “svuotare” il Senato che diventerebbe un organo non elettivo, di discussione tra gli enti locali, in grado di fare proposte di legge ma non in grado di votare le leggi stesse e dare o togliere la fiducia ad un governo. Ma ciò non è possibile senza una riforma della Costituzione che non può riguardare solo il Senato ma che deve considerare anche tutto un insieme di pesi e contrappesi. Il bicameralismo perfetto, infatti, ha svolto finora un ruolo di garanzia, bloccando, spesso, in seconda lettura leggi che erano state approvate in prima lettura da una delle due Camere e che richiedevano maggior approfondimento. Questa era l’intenzione dei padri costituenti che, però, oggi rischia di rallentare enormemente i tempi di approvazione di una legge, in una realtà internazionale che richiede rapidità. Non a caso negli ultimi decenni l’uso del decreto-legge da parte del governo è aumentato esponenzialmente.

Attenti ai pesi e contrappesi. La riforma costituzionale deve, quindi, riguardare, oltre allo svuotamento delle funzioni del Senato, anche l’introduzione di nuovi contrappesi. Una strada utile potrebbe essere quella di ampliare i poteri di rinvio del Capo dello Stato, incrementando, di fatto, il suo ruolo di garanzia, ma riducendo enormemente i tempi di approvazione per quelle leggi urgenti. Senza una visione di ampio respiro sulla questione “governabilità” in Italia non si risolverà molto. Per questo l’Italicum rimane solo il punto di partenza ma non la soluzione finale a tutti i mali.

twitter: @PaoloRibichini

Comments

  1. Marco Facchinetti

    Non è un punto di partenza è solo la riproposizione del porcellum in versione peggiorata. E non lo dico solo io, lo dicono tutti quelli che hanno avuto la cortesia (e la professionalità) di leggerla prima di scrivere.

    • PaoloRibichini

      Le assicuro di aver letto la proposta di Renzi. L’Italicum permette effettivamente di avere maggioranze da subito chiare. Poi si può discutere se la soglia di sbarramento e se le liste bloccate riducano di fatto la rappresentatività delle minoranze in parlamento. Secondo me no, perché già in molti paesi esistono soglie di sbarramento implicite anche più alte dell’8% (in Spagna, per esempio) senza che in quei paesi si gridi allo scandalo. Lo stesso dicasi di quei paesi dove vige l’uninominale: in questo caso in ogni singolo collegio i voti espressi ai candidati perdenti non vengono calcolati in alcun tipo di riparto. Anche lì nessuno grida allo scandalo. Per quanto riguarda le liste bloccate, nei fatti con 4 candidati per lista, mettere o meno le preferenze cambia pochissimo. Anzi, in alcuni casi cresce il clientelismo. Infatti, solo in Italia e Grecia (parliamo a livello europeo) esistono le preferenze (in Italia oggi solo per le elezioni locali ed europee). Negli altri paesi no, ad iniziare dalla Germania. E, ripeto, nessuno grida al “Porcellum”.

      • Marco Facchinetti

        Pardon forse non ci siamo capiti, questa è una riedizione del porcellum peggiorata. Non sto discutendo a chi faccia comodo o se sia la legge giusta per l’Italia. DI sicuro non passa in termini costituzionali. E mi stupisce che questo sfugga continuamente.

        Potrei linkare dozzine di articoli che ripetono la stessa cosa ma questo forse sintetizza bene:

        http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/22/legge-elettorale-avvocati-anti-porcellum-vogliono-ancora-i-nominati-ma-ricorreremo/852991/

        A presto

        • PaoloRibichini

          Beh, questo è tutto da vedere. Anche Sartori, molto critico contro questa legge, non sostiene che sia incostituzionale. L’unico problema potrebbe essere rappresentato dalla soglia minima d’accesso al premio di maggioranza al primo turno. Tuttavia, il 38% potrebbe essere una soglia accettabile, visto che la Corte lamentava una mancanza di soglia minima d’accesso con il Porcellum