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Diritto di critica | November 28, 2020

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Ecco come si creano i falsi tweet "d'autore"

Falsi “d’autore” sul web, così si “ruba” l’identità social – LEGGI

boldriniCreare tweet falsi non è difficile. Si creano immagini identiche in tutto e per tutto al tweet tranne che per il formato del file e poi, magari, si postano dicendo che sono tweet rimossi. Il tutto crea un mix di autorevolezza virale capace di diffondersi in pochi istanti in rete senza troppe verifiche. E pare sia avvenuto proprio questo con il falso tweet di Laura Boldrini.

I programmi principali sono Simitator o Lemmetweetthatforyou, due sistemi che generano dei Tweet in tutto e per tutto identici ai presunti originali, con tanto di immagine del profilo e flag della certificazione, che a una prima occhiata potrebbero ingannare anche gli addetti ai lavori, soprattutto se “incorporati” come immagine da parte di un altro account. Che si tratti un falso, però, è immediatamente riscontrabile: si tratta di semplici immagini e spesso i retweet sono falsi. Così sembra anche essere avvenuto per il falso tweet della Boldrini, con i diretti interessati che hanno dichiarato di non aver mai retwittato quel tweet.

Noi di DdC abbiamo provato a usare Lemmetweetthatforyou un programma che, già dalla HP, invita l’utente a inserire nome, cognome, nick dell’account e il testo del tweet semplicemente riempiendo delle caselle di testo su un format grafico che ricorda in tutto e per tutto un tweet. Una volta inserito lo username, il sistema “aggancia” la veste grafica dell’account di riferimento e ne riproduce logo e sfondo. Il gioco è presto fatto, con tanto di falsi retweet. Ecco il risultato della nostra prova:

falso tweet