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Diritto di critica | June 15, 2019

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Renzi, è il momento delle scelte. E si agita lo spettro delle elezioni

Renzi, è il momento delle scelte. E si agita lo spettro delle elezioni

dalema-renzi-4Per Matteo Renzi è arrivato il momento di decidere. Ne è in gioco la sua leadership del centro-sinistra e la sua eventuale vittoria nelle prossime elezioni politiche. L’esperienza di Letta a Palazzo Chigi si sta per concludere, per lo meno con questa compagine di governo. Non certo perché Renzi abbia dato l’ordine di far cadere l’esecutivo delle larghe intese. Bensì perché sia Letta che Alfano non vogliono più farsi logorare dal sindaco di Firenze.

C’è chi prepara un “regalo” a Renzi. Questo lo si era capito già nelle settimane scorse quando in molti, compresi gli uomini di Scelta Civica hanno ipotizzato un rimpasto di governo. È certo che nel Pd i rapporti di forza sono cambiati. E di conseguenza dovrebbero cambiare anche i rapporti di forza nel governo. In primo luogo sostituendo ministri, vice ministri e sottosegretari bersaniani con nuovi renziani (non necessariamente nella loro totalità) e ridurre il numero dei ministri alfaniani di Ncd.

Altro che generosità. Tutti vogliono questo rimpasto, tranne Renzi. Infatti, le richieste di rimpasto che arrivano da Scelta Civica e soprattutto da Ncd non sono scatti di pura generosità nei confronti del sindaco di Firenze. Tutt’altro. Si tratta di una chiara strategia per inchiodare Renzi alle proprie responsabilità. Ogni dichiarazione in tal senso, come anche le voci di una possibile salita a Palazzo Chigi di Renzi senza il passaggio elettorale, hanno un deus ex machina che si chiama Enrico Letta, con l’appoggio di Alfano. I due ex numeri due non ci stanno a farsi logorare, né da Berlusconi, né tantomeno da Renzi. Ne vale il loro futuro politico. Nel caso di Alfano anche il futuro politico del suo partito.

“Renzi a Palazzo Chigi”. Ora anche un fronte trasversale nel Pd vorrebbe Renzi a Palazzo Chigi. Ma il sindaco di Firenze sa bene che il problema delle mancate riforme non è Letta ma l’eterogeneità della stessa maggioranza. Quindi, divenire premier senza il passaggio elettorale potrebbe essere un boomerang per le sue aspirazioni. Per questo la sua strada prosegue da ora in poi lungo il filo del funambolo. Governare ora e rischiare di bruciarsi subito, oppure attendere le elezioni che non hanno motivo di esserci prima di una nuova legge elettorale? Non è un caso che proprio ora che la legge elettorale è in discussione nei due rami del Parlamento, da più parti arrivi il pressing affinché Renzi si impegni nel governo. Il voto a giugno o a settembre con una nuova legge elettorale significherebbe la quasi morte di Ncd, il disgregamento di Scelta Civica e la fine politica di Alfano, Monti e Letta. La loro migliore garanzia di sopravvivenza è Renzi a Palazzo Chigi subito.

Gli “alleati” di Renzi. In questa strana battaglia combattuta a suon di ipocriti “prego, vada avanti lei”, il sindaco di Firenze ha un inconsapevole e quanto mai inaspettato alleato: Cuperlo con la minoranza Pd. Questi chiedono in ogni modo che Renzi salga a Palazzo Chigi solo dopo il voto. Allora forse potrebbe essere nelle mani di Napolitano la facoltà di tenere in vita il governo almeno fino all’approvazione della legge elettorale per poi sciogliere le Camere, suo malgrado.

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Comments

  1. ManuelSimonini

    I soliti giochetti della vecchia politica. Spero che i cittadini capiranno e quando andremo alle urne non diano il loro voto a questi loschi figuri ai quali interessa solo il potere e non il bene dell’Italia.

    PS. ‘sia … che’ non si dovrebbe usare, meglio ‘sia … sia’. Non si può iniziare una frase con ‘bensì’. Il linguaggio dovrebbe essere un po’ più chiaro e sintetico.