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Diritto di critica | July 20, 2019

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Quella strana alleanza tra Grillo e Berlusconi

Quella strana alleanza tra Grillo e Berlusconi

grillo-berlusconi-GrillusconiMa qualcuno pensava davvero che ci fossero gli estremi per l’impeachment nei confronti di Napolitano? Perché ora che il comitato si è espresso definendo “infondate” le accuse del MoVimento 5 Stelle tutti grideranno allo scandalo, per uno scandalo che non c’è. Nonostante il non-scoop del Corriere e qualche inutile post di Paolo Becchi sul blog di Grillo, il quale specifica che il professore di filosofia del diritto parla solo a titolo personale (allora perché lo ospita sul blog?).

Il Cav e M5S insieme contro l’Europa. Il MoVimento 5 Stelle si è ritrovato come alleato Silvio Berlusconi. D’altronde prima o poi sarebbero emerse quelle affinità anti-Europa che contraddistinguono Forza Italia e M5S. Per il primo partito, l’antieuropeismo nasce non da convinzioni politiche ma dal semplice fatto che a Bruxelles più volte hanno riso del suo leader, fino a quando lo stesso ha dovuto piegare la testa difronte alle richieste della Bce, senza batter ciglio. Un’umiliazione che Silvio Berlusconi non ha mai digerito. Nel MoVimento, invece, il tutto nasce da convinzioni economico-politiche (fondate o meno) ma che hanno spinto molti grillini, ad iniziare dal portavoce 5 Stelle Claudio Messora, a rileggere quelle giornate, segnate da uno spread fuori controllo, sotto un’altra ottica. Finendo, così, per far passare Silvio Berlusconi come il martire della democrazia italiana, azzoppata da un doppio intervento a gamba tesa da parte di Bruxelles e Berlino.

Quel maledetto luglio. Alleati, quindi, contro l’ “artefice” del “golpe”: Giorgio Napolitano. Mentre oggi viene respinta la richiesta di messa in stato d’accusa, in queste ore nuove polemiche colpiscono il Presidente per quelle “rivelazioni scottanti” pubblicate dal Corriere. Il complotto, semmai ci sia, è a carico del Presidente della Repubblica. Nel luglio 2011 l’Italia aveva già visto schizzare lo spread a 500 punti e con quello il rischio di finire in bancarotta, per la seconda volta nel giro di vent’anni. Vent’anni in cui sono mancate riforme radicali, un taglio netto agli sprechi e soprattutto la fiducia dei mercati internazionali, in particolar modo con l’ultima vittoria di Silvio Berlusconi. Nel 2008 lo spread era a quota 24. Poi negli anni è esploso. Indotto dall’Europa o dalla incapacità politica di Silvio Berlusconi di rassicurare gli investitori internazionali?

Berlusconi dimissionario perché senza numeri in Parlamento. Napolitano non ha il potere di revoca nei confronti del premier. Quindi, non ha avuto alcun potere reale nella vicenda che ha visto Silvio Berlusconi dimissionario nel novembre 2011. Chi sostiene il contrario porti le prove. Il Cavaliere lasciò Palazzo Chigi perché non aveva i numeri in Parlamento, numeri che mancarono proprio tra i parlamentari del Pdl. Onde evitare un voto di sfiducia che avrebbe spaccato il partito, Berlusconi rassegnò le sue dimissioni. Che dietro ci fosse inoltre un’azione di dissuasione da parte del Presidente della Repubblica è certamente probabile. Come è probabile che Napolitano valutasse possibili alternative già a luglio quando la situazione stava degenerando. Fu lo stesso Grillo a chiederlo. Ma Napolitano ha violato la Costituzione chiedendo (nell’eventualità in cui lo avesse fatto) e non pretendendo (perché fuori dalle sue prerogative) le dimissioni di Berlusconi? In fondo, le difficoltà di Berlusconi erano essenzialmente parlamentari ed è lì, tra i suoi “nominati” che Berlusconi dovrebbe ricercare i “giuda traditori”.

Ma si sa, siamo entrati in campagna elettorale (o forse non ne siamo mai usciti) ed ogni colpo è lecito. A Berlusconi non resta che giocarsi la carta del complotto, rubando la scena a Grillo. I problemi reali, quelli mai. Nemici e insolitamente alleati in questo attacco a Napolitano che nasconde un attacco a Bruxelles. Eppure quanti futuri grillini erano davanti al Quirinale a festeggiare la caduta del Cavaliere?

Comments

  1. Giuseppe Spano

    La messa in stato d’accusa del Presidente Napolitano, presentata dal M5S non ha mai contemplato il fatto che Napolitano abbia chiesto le dimissioni di Berlusconi ne tanto meno per aver nominato Monti, come al contrario si lascia intendere dal presente articolo.

    Ecco il dettaglio della mozione del Movimento 5 Stelle:

    1. Espropriazione della funzione legislativa del Parlamento e abuso della decretazione d’urgenza
    2. Riforma della Costituzione e del sistema elettorale
    3. Mancato esercizio del potere di rinvio presidenziale
    4. Seconda elezione del Presidente della Repubblica
    5. Improprio esercizio del potere di grazia
    6. Rapporto con la magistratura: Processo Stato – mafia