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Diritto di critica | October 15, 2019

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Le non-consultazioni di Beppe Grillo

Le non-consultazioni di Beppe Grillo

Renzidi Emilio Fabio Torsello e Paolo Ribichini

IL GRAFFIO – Alla fine Grillo le consultazioni non le ha fatte. Si è presentato da Renzi e davanti alle telecamere e ha iniziato il suo show citando e ripetendo tutte quelle espressioni e slogan capaci di esaltare i suoi spettatori. Il monologo è iniziato quasi subito, a raffica. E tra “non sei credibile”, “sei giovane ma sei vecchio” o “sei espressione dei poteri forti”, il comico l’ha buttata “in caciara”.

Il tutto è durato pochi minuti poi la stretta di mano e i saluti: su 9 minuti di incontro, Renzi ha parlato appena 140 secondi. Nessun dialogo, nessuna discussione programmatica, nulla di costruttivo. Grillo in pratica è andato a scaldare la sedia e a dire solo che il MoVimento 5 Stelle non è d’accordo con Matteo Renzi e non crede nel neopremier incaricato. Tutto qui? Sì. Nonostante i milioni di voti presi dai suoi che probabilmente avrebbero avuto diritto a qualcosa di più concreto. Un dato temporale: consultazioni e conferenza stampa successiva sono durate in tutto appena mezz’ora.

Viene da chiedersi come sarebbe andato l’incontro se non ci fossero state le telecamere dove il comico non poteva dire nulla di diverso da quello che i suoi elettori – duri e puri – volevano sentirsi dire. Il pericolo di essere messo in difficoltà da Matteo Renzi, d’altronde, era troppo alto. Da qui la strategia tipica di chi si sente in gabbia: rovesciare sull’avversario una cascata di parole senza soluzione di continuità. E così, è stato. Ha giocato in attacco per difendersi. La differenza tra chi ha argomenti validi e accetta un confronto e chi pensa solo a capitalizzare il proprio consenso, il consenso tra i duri e puri, tra gli adepti, cioè in quel nocciolo duro degli “incazzati” che non vogliono in alcun modo il dialogo con gli altri partiti.

Bisogna riconoscere che il comportamento di Grillo è stato coerente con il personaggio. Prima di fronte Renzi e poi con le bordate ai giornalisti. Un vero e proprio show, in stile VaffaDay. Tutta colpa della telecamera. In nome di una finta trasparenza, un incontro politico si è trasformato in spettacolo. Con buona pace di chi ha votato 5 stelle e oggi avrebbe voluto vedere Grillo disposto a confrontarsi su un programma.

Twitter: @emilioftorsello @PaoloRibichini

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