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Diritto di critica | October 20, 2019

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Consultazioni: Renzi vs Grillo, tutti i punti deboli dei due contendenti

Consultazioni: Renzi vs Grillo, tutti i punti deboli dei due contendenti

GrilloRenziL’ANALISI – Beppe Grillo in un faccia a faccia con Matteo Renzi. Il tutto in diretta streaming, quindi con le telcamere accese, davanti al popolo grillino. E se Beppe Grillo ha sempre rifiutato contraddittori e telecamere dove un qualsivoglia giornalista poteva metterlo in difficoltà, davanti al leader Pd le difficoltà oggi non saranno certo minori. Anzi.

A falsare tutto, la fantomatica diretta streaming che trasformerà l’incontro in uno show: Grillo non può perdere la faccia ed essere smentito davanti ai suoi proprio nel primo faccia a faccia con il tanto vituperato neosegretario Pd, Renzi non aspetta altro che guadagnare consensi proprio tra i Cinque Stelle delusi.

Il rischio per Beppe Grillo è alto. Sia per la loquela di Renzi che per la capacità di essere – a modo suo – uomo avvezzo ai botta e risposta, alle telecamere, alla retorica politica. Come ha già fatto in precedenza sulle tematiche su cui da sempre i grillini (e Grillo) hanno fuggito il dialogo, Renzi potrebbe inchiodare il comico del Movimento 5 Stelle al non-fatto, all’immobilismo quanto ad azione di governo, alle pagliacciate in aula e alle occupazioni, ricordando al comico la pecca forse più grande: avrebbero potuto condizionare in modo definitivo le politiche del governo soprattutto all’epoca di Pierluigi Bersani quando – come fece Casini nel 1994 con Berlusconi – i grillini potevano essere l’ago della bilancia della politica e cambiare davvero il Paese con le loro idee e proposte. Hanno invece scelto di occupare, salire sui tetti, esporre stiscioni. Renzi poi chiederà probabilmente a Grillo dei punti concreti da concordare quanto al programma: idee, proposte, punti programmatici.

I punti deboli di Renzi, invece, sono a tutti noti: le promesse mancate (e Diritto di Critica ha dedicato un post proprio alla lunga serie di dichiarazioni smentite dai fatti), la campagna elettorale incentrata su una rottamazione che si è verificata solo in parte, i procalama contro le larghe intese. Certo, quanto a contraddizioni nemmeno Grillo scherza, su molti argomenti ha detto tutto e il contrario di tutto, a partire proprio dalla legge elettorale.

La giornata di oggi, quindi, rischia di essere uno spartiacque per Grillo, smentito ieri dalla base a Cinque stelle proprio sulle consultazioni: chi ha votato il MoVimento guidato dal comico vuole che i parlamentari sonoramente pagati e sovvenzionati con i soldi pubblici smettano di star lì a far chiasso ma inizino a entrare nella macchina del governo per condizionarla, per cambiare davvero le cose, come promettono da mesi. Ma Grillo accetterebbe mai di accordarsi con “Renzie”?

Twitter@emilioftorsello

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