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Diritto di critica | July 11, 2020

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Espulsione dei dissidenti e "processi". Ecco a cosa si è ridotto il MoVimento

Beppe-Grillo-a-NapoliL’avevamo anticipato giorni fa e oggi pare prendere corpo il retroscena secondo cui sarebbero tra i 15 e i 30 i parlamentari del M5S pronti a lasciare il MoVimento dopo il “processo” che hanno dovuto subire quanti si sono detti in disaccordo con il comportamento tenuto dal comico durante le consultazioni con Matteo Renzi. E se ieri notte lo streaming pareva non funzionare proprio quando qualcuno esprimeva critiche nei confronti del capo, a dare il verdetto finale in modo molto medioevale oggi sarà “il web”, la folla, la piazza. Chiamata a giudicare i “morituri”. E, come Grillo sa bene, spesso la piazza ragiona “di pancia”: lancia pomodori, insulta, strilla, ingiuria, si diverte sul corpo del capro espiatorio di turno.

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Il comico a capo del MoVimento ha dato indicazioni precise: “adesso deciderà la rete, spero che deciderà e confermerà il verdetto della assemblea, così noi siamo un pochino meno ma molto, molto più coesi e forti”. Pronunciata dal capo del MoVimento, l’affermazione ha una valenza molto importante. E se la critica al comico e alle sue scelte non è possibile, viene da chiedersi quale sia il valore aggiunto dei parlamentari pentastellati, eletti con le Parlamentarie: meri esecutori di una pseudodemocrazia online che viene invocata solo quando decidono il comico e il suo socio (nessuno ha chiesto se “il web” fosse d’accordo con la richiesta di messa in stato d’accusa per Napolitano, ad esempio)?

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Ma guardiamo ai numeri. I quattro senatori – se l’espulsione sarà ratificata – andranno ad aggiungersi agli altri tre senatori M5S già fuori dal MoVimento. E se altrettanti decideranno di lasciare il partito del comico, davvero ci saranno i numeri per un nuovo gruppo parlamentare che – secondo altrettante voci che si rincorrono a Palazzo Madama- potrebbero confluire in un nuovo gruppo guidato da Civati, a sostegno del Pd.

Al di là degli esiti, viene comunque da chiedersi che tipo di MoVimento sia quello che ogni tot mesi finisce per espellere i suoi componenti più importanti e rappresentativi – i parlamentari – perché non sono d’accordo con il capo. A cosa si è ridotto il pluralismo che un tempo era l’anima dei Cinque Stelle? Uno vale uno, sembra. Ma Grillo vale per tutti.

Comments

  1. felicemarotta

    Diritto di critica e diritto di disamina entrambi “importanti”.
    Limitandosi al “diritto di critica” ognuno dice quel che pensa -personalmente- ritenendo il proprio criticar giusto.
    Allargando lo sguardo oltre e avventurandoci nel diritto di disamina mi viene da osservare che si “critica” quanto avviene in un gruppo per dissensi interni e non quanto accade in ordine alla compravendita di parlamentari.
    Mi chiedo quale delle due “cose” si più grave.