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Diritto di critica | August 20, 2019

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L'impreditoria femminile che sconfigge la crisi

L’impreditoria femminile che sconfigge la crisi

donneDonne che fanno impresa e rispondo alla crisi rimboccandosi le maniche invece di aspettare un lavoro che non c’è. E, soprattutto, fanno impresa bene. I dati parlano chiaro: l’imprenditoria femminile fa buoni numeri, alla faccia di chi ancora sostiene la teoria del “sesso debole”, e si conferma come una potenziale risorsa economica da non sottovalutare.

Lo studio: l’imprenditoria femminile negli Stati Uniti. A rimarcarlo sono i dati di un recente studio del Center for Women’s Business Research sull’imprenditoria femminile negli Stati Uniti, che ha messo in luce come le imprese “rosa” – che fanno capo cioè a un titolare donna, non necessariamente americana, e che abbiano base negli USA – abbiano un impatto economico pari a 3 triliardi di dollari annuali, che si traducono nella creazione o nel mantenimento di più di 23 milioni di posto di lavoro, pari al 16% dell’occupazione statunitense. Non solo: secondo lo studio, negli ultimi due decenni la maggioranza delle aziende a guida femminile hanno continuato a crescere con tassi di crescita quasi doppi rispetto alle altre imprese (42% contro 24%). L’impatto dell’imprenditoria femminile si vede anche nella qualità dei prodotti e nelle scelte di produzione – il 71% delle attività di imprenditrici donne hanno tentato di diventare più ecologiche, cambiando i propri prodotti o la politica aziendale in merito – e nell’internazionalizzazione del mercato, dal momento che il 25% delle imprenditrici statunitensi sta spostando i propri affari sui mercati internazionali.

Donne e impresa in Italia. I dati relativi all’apparato economico americano evidenziano un trend in crescita anche nel nostro Paese: a certificarlo è l’Osservatorio dell’Imprenditoria Femminile di Unioncamere-Infocamere durante la scorsa edizione del “Giro d’Italua delle donne che fanno impresa”, che confrontando i dati circa l’impresa femminile relativi allo stesso periodo del 2012 e del 2013 ha messo in luce come l’aumento di imprese con titolari donne nel nostro paese sia stato vertiginoso, complice soprattutto la crisi economica che ha spinto molte donne a reinventarsi un lavoro piuttosto che aspettarne uno. Secondo Unioncamere, infatti, delle 6.140 imprese che sono nate in Italia tra settembre 2012 e settembre 2013, ben 3.893 (pari al 63%) avevano a capo una o più donne: un incremento che in dodici mesi ha avuto un tasso di crescita pari a 0,27%, quasi triplo rispetto alla crescita media del totale delle imprese italiane nel medesimo periodo (0,10%).

Se si considerano i dati generali relativi all’impresa italiana, le aziende femminili a settembre 2013 erano il 23,6% del totale (1.431.167) concentrate in prevalenza nel settore turistico e dei servizi finanziari. Di esse, ben 176.084 sono imprese femminili a titolarità “under 35”, distribuite prevalentemente in Campania (13,5% dei casi), Lombardia (12,4%) e Sicilia (10,4%) e operanti in particolar modo nel commercio all’ingrosso, nei servizi e nella ristorazione.