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Diritto di critica | October 30, 2020

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Padania addio. Ora nel simbolo della Lega compare "Basta Euro"

salvini-lega-basta-euroCosa non si fa per non sparire? La Lega Nord le sta provando tutte. Se oramai il partito fondato da Umberto Bossi, dopo le varie inchieste e scandali, non è più credibile come baluardo dell’anti-casta e degli sprechi dei palazzi romani, non rimane che giocare la carta “No Euro”.

Padania addio, “ora siamo anti-euro”. Accantonato lo slogan “Roma ladrona”, abbandonata la strada per la difesa dei confini nazionali dall’ “invasione dei clandestini”, il Carroccio guidato da Matteo Salvini ha deciso addirittura di eliminare la parola “Padania” dal simbolo. Per le elezioni europee la Lega presenterà nel simbolo due parole chiave: “Autonomie” e “Basta Euro”. Insomma, se è vero che a via Bellerio non hanno mai visto di buon occhio la moneta unica, quello che Salvini sta portando avanti negli ultimi mesi è un vero e proprio bombardamento mediatico contro l’austerity imposta dalla Bce e contro l’Euro, moneta colpevole di quasi tutti i mali italiani.

Un problema di marketing elettorale. Perché abbandonare la lotta all’immigrazione per abbracciare la crociata “no euro”? Perché eliminare il nome Padania per lasciare nel simbolo un vago ricordo delle battaglie che furono (“autonomie”)? Il motivo è semplice: alle elezioni europee elettoralmente premia di più la battaglia contro la moneta unica, identificata quale colpevole della crisi economica in Italia, rispetto anche alla battaglia contro i “clandestini”. Inoltre, il “Basta Euro” ha una connotazione più nazionale e generale rispetto al vecchio cavallo di battaglia di Umberto Bossi e Bobo Maroni: “la Padania”. D’altronde Salvini è più pragmatico: un partito che ha perso molto del suo consenso elettorale deve prima di tutto guardare a tutto il Paese dal momento in cui la Lega si presenterà in ogni circoscrizione, e poi eliminare le vecchie sovrastrutture ideologiche di un partito che oggi preferisce sfidare Grillo sul piano del populismo. Così deve sparire l’ideologia leghista fatta di cerimonie celtiche e di ampolle riempite con l’acqua della sorgente del Po. Via la retorica della nazione che non c’è, quella Padania tanto sognata e mai ottenuta.

Dopo le europee, chissà? Per il momento la nuova Lega punta a salvare se stessa. Con questo voto sarà tracciata la strada di un partito in crisi di identità e del suo leader, che per il momento, oltre ad indossare una felpa rossa con su scritto “Milano” poco ha fatto.