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Diritto di critica | October 20, 2019

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Quella mastodontica ambasciata USA a Malta. E la Libia

Quella mastodontica ambasciata USA a Malta. E la Libia

di | 14 Apr 2014Aggiungi questo articolo al tuo Magazine su Flipboard

Nel Luglio 2011 l’ambasciata statunitense a Malta è stata trasferita da un vecchio palazzo di Floriana a un enorme compound fortificato al centro dell’isola, nei pressi di Ta Qali, di dimensioni tali da portarla ad essere una delle ambasciate più grandi d’Europa. L’inaugurazione è avvenuta il 15 luglio 2011 alla presenza del presidente maltese George Abela e il Primo Ministro Lawrence Gonzi. Interessante ed eloquente il titolo del quotidiano “The Times of Malta” del 16 luglio 2011: “L’enorme ambasciata Usa è un normale compound diplomatico”.

Si tratta in effetti di una struttura mastodontica di 40 mila metri quadrati costruita su un terreno acquistato nel 2006 dal governo per 14,6 milioni di euro. Al suo interno vi lavorerebbero piu di 125 impiegati e il valore del complesso sarebbe stimato a 88,5 milioni di euro. La nuova struttura ha permesso di raggruppare in un unico sito tutte le proprietà della sede diplomatica statunitense presenti sull’isola, inclusi i capannoni e la residenza dei marines che proteggono l’ambasciata; al suo interno ci sono anche una piscina, una palestra e diversi edifici utilizzati per attività culturali. L’ampio terrazzo all’esterno dell’atrio è stato dedicato all’ex ambasciatore Douglas Kmiec.

In molti si sono chiesti cosa può aver spinto gli Stati Uniti a trasferire la propria sede diplomatica dal vecchio edificio nei pressi della capitale maltese a un enorme complesso appositamente costruito, visto e considerato che l’isola di Malta è uno dei più piccoli paesi d’Europa, con una superficie di 316 km quadrati e con una popolazione di circa 400.000 abitanti.

Secondo quanto dichiarato da Fox News il 22 luglio 2011, si tratterebbe di un provvedimento che ha lo scopo di fornire un miglior ambiente di lavoro per i dipendenti nonché di garantirne la sicurezza; l’emittente americana ha fatto anche riferimento a una dichiarazione rilasciata dalla stessa ambasciata statunitense a Malta nel quale si cita il “Secure Embassy Construction and Counter-terrorism Act” del 1999 con il quale il Dipartimento di Stato ha trasferito più di 24.000 persone in edifici più sicuri. Undici anni dopo anche a Malta si è messo in atto il trasferimento, un arco di tempo notevole.

Il trasferimento dell’ambasciata ha però generato alcune polemiche e vale la pena citare il caso di Ilene Springer, una blogger statunitense e scrittrice da tempo residente a Malta che dal suo blog, “An American in Malta”, non ha risparmiato dure critiche alla sede diplomatica del suo paese. In un articolo del 22 aprile 2009 dal titolo “Ask not what your American embassy can do for you” ha scritto: “Circa un anno e mezzo fa ho iniziato a contattare l’ambasciata americana a Malta per sapere come richiedere il permesso di lavoro. Ho mandato tre email senza ricevere alcuna risposta. Ho provato a telefonare una volta arrivata a Malta ma non sono mai riuscita ad andare oltre il centralino automatico. Ho sentito un altro cittadino americano che si era recato all’ambasciata a Floriana, ma non aveva trovato alcun americano; soltanto maltesi, tra l’altro molto amichevoli, ma senza riuscire ad avere alcuna utile informazione sulle sue necessità. Ora ecco qualcosa di interessante: ho un amico maltese che ha detto di conoscere una persona che lavora all’ambasciata; lo ha chiamato e gli ha fatto presente di non essere riuscito a contattare nessuno. Il suo amico le ha detto che Molly (Molly H. Bordonaro, 06-2005/02-2009), l’ex ambasciatore americano a Malta, se ne era andato circa un mese prima con il suo entourage e che probabilmente l’ambasciata aveva poco personale. Traduzione: invece di 80 dipendenti, l’ambasciata ne ha ora 75”.

La blogger più avanti afferma di essere stata richiamata qualche giorno dopo da una donna maltese che le ha spiegato come l’ambasciata non possa essere utile per molto più che il rinnovo del passaporto. Più avanti la blogger critica apertamente il trasferimento dell’ambasciata da Floriana a Ta Qali affermando: “Esatto, la carcassa di Floriana non è più sufficiente; hanno bisogno di un edificio più grande, alla moda e di un campus da dove potranno non rispondere alle telefonate degli americani”.

In un altro post del 27 giugno 2011 la blogger critica il trasferimento affermando che, anche se l’ambasciata non era di grande utilità per i cittadini statunitensi a Malta, per lo meno a Floriana era facile da raggiungere, mentre nel nuovo sito risulta essere molto più scomodo; la Springer fa poi riferimento al fatto che l’ambasciata è ora una delle più grandi d’Europa in uno dei paesi più minuscoli. Difficile stabilire quale fosse la reale situazione della sede diplomatica statunitense prima del trasferimento a Ta Qali ma è indubbio che le esternazioni della blogger statunitense residente a Malta non possono che suscitare curiosità.

Un altro elemento che vale la pena sottolineare è la concomitanza del trasferimento dell’ambasciata con l’inizio delle Primavere Arabe e in particolare con l’insurrezione in Libia, Paese che aveva una notevole influenza sull’isola.

Malta, subito dopo l’indipendenza nel 1964, strinse rapporti con la Libia dell’ex rais Gheddafi, il quale prestò al governo laburista di Domenico Mintoff diversi milioni di dollari per riprendersi dalla forte perdita economica dovuta alla chiusura delle basi militari britanniche sull’isola. Con il Friendship and Cooperation Treaty, firmato nel novembre del 1984, i rapporti tra i due paesi si intensificarono molto a livello commerciale, culturale e persino militare.

Il Centro Islamico di Malta, a Paola, era finanziato dalla World Islamic Call Society, organizzazione che secondo alcuni analisti, risultava attiva non soltanto per promuovere i principi dottrinari e culturali dell’Islam ma anche per perseguire gli interessi della Libia a livello internazionale, come illustrato nel rapporto di Tom Henegahn “Ghedafi’s secret missionaries”.

Se l’enorme complesso è stato inaugurato nel luglio del 2011, è evidente che lavori e preparativi erano in corso già da molto tempo e risulta inoltre un’ispezione alla vecchia sede dell’ambasciata tra il 29 ottobre e il 12 novembre 2010, in previsione del trasferimento presso il nuovo compound (NEC), come illustrato da una documentazione declassificata. Bisogna poi tener conto del fatto che la Springer era già al corrente del trasferimento a Ta Qali nell’aprile 2009, come dimostra il suo blog.

Le proteste anti-regime in Libia iniziarono nel febbraio del 2011; Tripoli venne conquistata dai ribelli a fine agosto e Muhammar Gheddafi venne trovato e ucciso a fine ottobre dello stesso anno. Diversi articoli e rapporti hanno discusso la presenza di agenti della Cia presenti in Libia a cavallo tra il 2010 e il 2011 per valutare le capacità dei ribelli. Ora Gheddafi non c’è più e la Libia non ha più alcuna egemonia su Malta.

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