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Diritto di critica | November 25, 2020

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Ucraina, è guerra. Imminente l'intervento russo nella regione

Mosca minaccia di varcare i confini "per difendere le popolazioni inermi" e provoca i paesi della Nato

Sull’orlo del baratro. L’Ucraina è oramai in guerra. Una guerra civile che, come spesso è accaduto dalla seconda guerra mondiale ad oggi, si alimenta di soldi ed interessi stranieri. Da una parte c’è la Russia che non accetta un regime filo-americano e filo-europeo ai suoi confini. Già la presenza della Nato nei paesi baltici è stata un grave insulto all’orgoglio russo. Dall’altra c’è l’Unione europea che vede nell’Ucraina la possibilità di allargare il proprio già enorme mercato interno. E soprattutto ci sono gli Stati Uniti, nel recente passato piuttosto disinteressati all’Europa e oggi sulla difensiva, dopo una serie di politiche fallimentari sul piano energetico che non hanno garantito agli Usa di mantenere il suo predominio geopolitico sul Vecchio Continente.

È guerra. In mezzo c’è l’Ucraina. Il governo di Kiev si prepara al peggio. Il governo in carica non ha mosso un dito per difendere la Crimea che, dall’indipendenza, ha sempre rappresentato una spina nel fianco per l’Ucraina. Ma Kiev non rimarrà a guardare il disfacimento della sua sovranità nazionale sulle sue province orientali. Qui le milizie filo-russe (guidate e forse anche addestrate da reparti scelti dell’Armata russa) occupano i palazzi del potere. E in queste ore si sta combattendo una vera e propria guerriglia tra gli insorti e i reparti regolari.

Un prossimo intervento “umanitario”. E, mentre Kiev richiama i riservisti e alcune classi di cittadini per difendere i confini nazionali, Mosca mette in stato di massima allerta le truppe poste lungo il confine e avverte: “Presto ci saranno conseguenze”. Il Cremlino sta predisponendo tutto per giustificare l’intervento armato, perché la comunicazione ora come allora (quando ci furono l’invasione dell’Ungheria nel 1956 e della Cecoslovacchia nel 1968) è fondamentale: “L’Ucraina vìola gli accordi di Ginevra ed il governo ha disposto l’uso della forza contro i propri cittadini”. In pratica, l’intervento russo sarà un intervento “umanitario”, proprio come in Kosovo, anche se qualsiasi paragone con quella guerra appare del tutto fuori luogo.

Verso una nuova “guerra fredda”? Ma, oltre alla comunicazione, Mosca si occupa anche di provocare i paesi della Nato. Al di là delle dichiarazioni sprezzanti e del volo radente di un jet russo su una nave militare americana a largo delle coste della Crimea la scorsa settimana, la Nato denuncia la violazione dello spazio aereo di alcuni paesi dell’Alleanza tra i quali quello olandese e quello britannico, da parte di bombardieri russi che possono trasportare armi nucleari. Almeno in questi due casi (ma sembra che le violazioni si sono ripetute anche in altri paesi) l’aeronautica militare del Regno Unito e dei Paesi Bassi hanno respinto l’ “invasione”, riaccompagnando i bombardieri fuori dallo spazio aereo. Insomma, in Europa si respira di nuovo aria di guerra fredda.

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