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Diritto di critica | January 14, 2021

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Alla ricerca della Monna Lisa, ora il DNA può confermarne l'identità - Diritto di critica

Forse i resti della musa di Leonardo sono nella tomba di famiglia e non, come si pensava, nel convento fiorentino di Sant' Orsola

La modella più famosa di sempre. Di cui ora il mondo attende di sapere di più. Lisa Gherardini del Giocondo, detta Monna Lisa, la nobildonna ritratta da Leonardo nel quadro dei quadri, potrebbe infatti essere sepolta (diversamente da quanto creduto finora) nella tomba di famiglia, all’interno della Basilica della Santissima Annunziata di Firenze. Qui un team di ricercatori ha prelevato ieri il Dna dei resti che si trovano nella Cappella dei Martiri, che ospita le spoglie del marito della Gherardini, Francesco del Giocondo, e i suoi due figli, uno dei quali (Piero) avuto proprio con Lisa. Un’operazione complessa, durata due ore, all’interno di una cappella rimasta intatta per secoli.

La ricerca sta giungendo nella fase più importante: i risultati del delicato prelievo, che saranno elaborati dal laboratorio di antropologia ossea dell’Università di Bologna, verranno confrontati con quelli emersi tre anni fa durante i restauri del convento fiorentino di Sant’Orsola, dove sono stati rinvenuti i reperti ossei di una donna morta alla stessa età di Monna Lisa, alla metà del sedicesimo secolo.

Il dubbio sul luogo di sepoltura di colei che ha ispirato Leonardo per la Gioconda è venuto allo staff scientifico del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali, che ha seguito le operazioni di prelievo assieme al professor Gruppioni, responsabile del laboratorio dell’Università emiliana, e al professor Moretti dell’Università dell’Aquila. «Con i risultati degli esami di Bologna – ha spiegato il responsabile del Comitato, Silvano Vinceti – si potrà verificare la possibilità che fra i resti della SS Annunziata possano esserci anche quelli di Lisa Gherardini. Sappiamo che già verso la metà del Seicento vi fu una radicale ristrutturazione della chiesetta di Sant’Orsola dove venne sepolta la donna, e non si può escludere che i suoi resti mortali possano essere stati trasferiti nella tomba di famiglia». Cruciali saranno dunque gli esiti del confronto tra i patrimoni genetici analizzati: «Potrebbe esserci una sorpresa inaspettata che una ricerca seria non può escludere», conclude Vinceti.

La Gioconda venne dipinta da Leonardo da Vinci presumibilmente tra il 1503 e il 1514, e su di essa sono stati scritti fiumi di parole e decine di interpretazioni. Fu il grande pittore ed architetto Giorgio Vasari il primo ad indicare nella Gherardini la donna ritratta nel quadro; pare che il marito di lei, ricco mercante di seta e poi Priore della Repubblica fiorentina, commissionò l’opera al genio del Rinascimento.