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Diritto di critica | August 13, 2020

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Notte dei Musei. E il Colosseo rimarrà chiuso. Ecco perché

Il ministro Franceschini sembra aver perso la sua battaglia contro i sindacati. E i custodi protestano: "Siamo stremati"

“Il turismo ci salverà”. Ciclicamente ci ripetiamo la stessa frase. La ripete il ministro di turno. Poi, però, le cose non cambiano mai. Non basta la disastrosa situazione di Pompei a dare la scossa verso un vero cambiamento. Ora anche il Colosseo, simbolo di Roma e d’Italia nel mondo, non sarà aperto ai turisti durante la Notte dei musei del 17 maggio. Dopo le chiusure del Primo Maggio che avevano sollevato alcune polemiche (perché se è la festa dei lavoratori, proprio in quei giorni Roma vede l’afflusso più elevato di turisti), si ripeterà a breve. Senza giustificazioni di sorta, questa volta.

Chiuso per “accordi sindacali”. Tutta colpa degli accordi sindacali, secondo il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che ha ricevuto la sua seconda batosta (sempre al Colosseo) da quando è in carica. Le foto con Obama non sono servite a cambiare le cose, perché le foto – purtroppo – non bastano. Il 1° maggio gli accordi sindacali non permettono ai lavoratori di prendere servizio. Quindi: cancelli chiusi. E per la Notte dei musei? Beh, stando a quanto riferito da Franceschini, allo stato attuale, in base agli accordi sindacali che vietano l’apertura del Colosseo se non vi sono presenti almeno un terzo dei lavoratori interni volontari, (“ed io cinque volontari non li ho trovati”) i cancelli rimarranno chiusi.

“Siamo stremati”. Così, per Roma e per l’Italia intera si prospetta una nuova figuraccia mondiale. “Siamo stremati”, si sono giustificati i custodi del Colosseo. Certo, troppo lavoro con Obama. Ora devono riposarsi. Manco fossero sbarcati a Lampedusa dopo la traversata del Mediterraneo. E pensare che Franceschini non li farebbe lavorare gratis. Trattasi di straordinario che si andrebbe ad aggiungere ai 1.200 euro di media previsti per lo stipendio, per 36 ore a settimana. È lecito non voler fare gli straordinari ma definirsi “stremati” è un insulto a chi un lavoro non ce l’ha. E soprattutto, ancora una volta i sindacati, con accordi paradossali, non solo bloccano il più importante monumento d’Italia, ma non permettono a giovani laureati disposti a lavorare anche solo per una notte al Colosseo, di farlo.