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Diritto di critica | November 21, 2019

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"In viaggio con Lea", trekking per ricordare la Garofalo

E' partito domenica il lungo cammino simbolico che unirà San Fruttuoso di Monza a Pagliarelle, frazione di Petilia Policastro, nel ricordo della testimone di giustizia Lea Garofalo

“In viaggio con Lea”, trekking per ricordare la Garofalo

E’ un viaggio dalla morte alla vita quello che è partito domenica 18 maggio da san Fruttuoso di Monza e che arriverà a Pagliarelle, frazione di Petilia Policastro, in provincia di Crotone: “In viaggio con Lea”, il trekking che percorrerà tutta l’Italia organizzato dal referente del coordinamento di Libera di Monza Brianza Valerio d’Ippolito (65 anni) e l’amico Valentino Marchiori, è soprattutto un cammino simbolico nel ricordo di Lea Garofalo, giovane testimone di giustizia uccisa nel 2009 in provincia di Monza Brianza e diventata il simbolo del coraggio contro la mafia anche in Lombardia.

Il percorso. Il cammino si svilupperà in una sessantina di tappe e fino a Solopaca (BN) seguirà l’itinerario della via Francigena, spostandosi poi lungo un percorso di cammino che D’Ippolito e Marchiori hanno organizzato personalmente e che li condurrà a Pagliarelle (KR), dove intendono deporre simbolicamente un mazzo di fiori al monumento di Lea Garofalo. L’arrivo a destinazione è previsto indicativamente per la metà di luglio. Durante il cammino, Valerio d’Ippolito e Valentino Marchiori si sono resi disponibili per incontri informativi sulla vicenda di Lea Garofalo.

Un trekking per ricordare Lea Garofalo. La scelta della prima e dell’ultima tappa del percorso non è casuale: San Fruttuoso di Monza è infatti il luogo nel quale la donna è stata uccisa e fatta sparire, mentre Pagliarelle (frazione di Petilia Policastro) è il paese che a Lea Garofalo ha dato i natali. «E’ come far fare a Lea, che camminerà idealmente con noi, un viaggio inverso: dalla morte alla vita. – spiega Valerio d’Ippolito, referente del coordinamento di Monza e Brianza dell’associazione Libera, attiva dal ’96 nel contrasto al potere mafioso e nella costruzione di un’antimafia sociale e civile – E’ una decisione meditata e progettata fin dallo scorso anno, quando ho assistito a tutte le udienze del processo d’appello nel tribunale di Milano». Il processo è quello che nel maggio 2013 ha portato alla conferma dell’ergastolo per Carlo e Vito Cosco, Rosario Curcio e Massimo Sabatino e dei 25 anni di reclusione per Carmine Venturino per il sequestro e l’omicidio di Lea Garofalo, dopo che questa aveva deciso di rompere il muro di omertà attorno agli interessi di alcuni clan ‘ndranghetisti, tra cui quello dei Cosco, famiglia del suo ex compagno.

Prima tappa, Trezzano sul Naviglio«E’ difficile spiegare le ragioni di questo viaggio – continua D’Ippolito -, non le ho chiare nemmeno io in questa fase, ma per me è anche un ritorno lungo ma lento nella terra in cui sono nato e anche cresciuto e che, con gli occhi di oggi, mi sembra di non riconoscere». “In viaggio con Lea ” è quindi un viaggio di ritorno simbolico, così come simbolica è anche la scelta della primissima tappa del cammino: Trezzano sul Naviglio, presso Libera Casa, villa confiscata alla mafia e intitolata a Angelo Vassallo che è diventata il “quartier generale” della legalità democratica e un polo di formazione sensibilizzazione contro i fenomeni mafiosi in Lombardia. «Abbiamo bisogno di segni – dichiara Davide Salluzzo, referente regionale di Libera in Lombardia -: abbiamo la necessità di raccontare la storia di Lea, abbiamo bisogno tutti di una cittadinanza che “Vede, Sente, Parla”! [slogan della campagna in ricordo di Lea Garofalo, nda]. Questo è un cammino di vita e di speranza».