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Diritto di critica | August 13, 2020

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Renzi e la Boschi, una coppia perfetta

Il premier ipnotizza con parole semplici, la ministra incanta con i suoi occhi blu. L'ottima comunicazione non deve, però, sostituire i fatti

Perfetta. È questo l’aggettivo che calza a pennello alla comunicazione di Matteo Renzi. L’ex sindaco di Firenze ha stravolto la politica italiana. E lo ha fatto da dentro il Palazzo. Ha strappato lo scettro di gran comunicatore a Silvio Berlusconi e se ne è impossessato, garantendo al Pd un trionfo senza precedenti. “Un accidente della Storia”, spiega Renzi, ma pur sempre un risultato che dà forza e responsabilità al suo partito.

Un po’ tranchant ma tanto pop. Inclusivo, semplice, sorridente. Renzi appare in tv e ipnotizza. Conquista gli ex berlusconiani e sconvolge gli ex comunisti, abituati a grigi e lenti leader. E richiama a sé anche i delusi del MoVimento che magari sognavano un’alleanza con Bersani un anno fa. La sua chiarezza di linguaggio stravolge qualsiasi regola del politichese: il taglio del cuneo fiscale diventa un bonus di 80 euro al mese, la riforma del mercato del lavoro diventa il job act. Un po’ tranchant ma tanto pop. Il “Veltroni cattivo” che molti nel Pd attendevano.

Maria Elena, la nuova fidanzata d’Italia. Se Renzi incarna il ruolo di “maschio alfa” con la faccia da boy scout, emergono poi le varie figure femminili al governo. Via Rosy Bindi & co., arrivano le giovani candide. Così Renzi si circonda dalla timida neo mamma Marianna Madia e dalla dolce e prorompente Maria Elena Boschi. Belle ma pacate, dolci ma toste. La Boschi, poi, piace tanto ai giornali e ai fotografi che la seguono ovunque. Così è facile per Renzi disegnarle un ruolo da “Madonna” in questo presepe di governo. La ciliegina sulla torta arriva dal Congo con i piccoli bambini adottati da famiglie italiane e “salvati” da Maria Elena che si fa ritrarre con un bambino sulle ginocchia, che mostra quasi emozionata una treccina e che illumina i cuori con i suoi occhi sognanti. La perfetta fidanzata d’Italia, di fronte all’arcigna Daniela Santanché (FI) e all’accalorata Paola Taverna (M5S).

Bene la comunicazione, ora i fatti. Renzi ha promesso di cambiare l’Italia. Ha promesso una riforma al mese, ma già dopo tre mesi di governo si trova con qualche ritardo. Ha promesso e ha mantenuto il taglio del cuneo fiscale, richiesto da almeno 15 anni da vari economisti, chiamandolo “bonus”. Quello che gli altri chiamano “mancia”, in realtà può essere il vero volano per la ripresa economica. Bisogna solo renderlo strutturale. Ma questo, in ogni modo, non basta. Servono le riforme e servono il prima possibile per attirare investitori stranieri e liberare l’economia dai tanti lacci e lacciuoli burocratici e amministrativi che la frenano. È giunta l’ora dei fatti.

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