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Diritto di critica | July 16, 2019

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Cari grillini, non prendetevela

Cari grillini, non prendetevela

Uno vale uno e la politica dev’essre trasparente, in streaming. Già, peccato che tra i pentastellati non in molti sapevano che Beppe Grillo sarebbe andato a incontrare Farage mentre nessuno – a parte Grillo stesso – ha potuto godere della versione “live” dell’incontro tra i due: non una webcam né una telecamerina qualsiasi per assicurare la massima chiarezza agli elettori e agli attivisti. E se uno vale uno e la rete decide tutto, beh, allora Grillo cosa è andato a discutere con Nigel Farage? Di certo non accordi politici: su queste cose decide il web, la rete gli iscritti. Non di alleanze: anche in questo caso a decidere dovrebbero essere i grillini registrati al blog del comico. Già perché – giova ricordarlo – UNO VALE UNO. E non UNO DECIDE PER TUTTI, una simile assurdità in un movimento partecipativo siamo certi non potrebbe mai accadere.

Così come siamo certi che Grillo e Casaleggio non si siano infuriati per il documento della Comunicazione che ha criticato l’attuale gestione del MoVimento. Perché avrebbero dovuto infuriarsi? In fondo loro sono solo due all’interno del mare magnum dei Cinque Stelle che è un coro partecipativo dove le critiche sono ben accette. O no? E se la risposta è NO, allora forse finalmente qualcuno si sta rendendo conto che i pentastellati hanno un problema di leadership. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire.

Certo, l’assenza di streaming all’incontro con Farage alcuni potrebbero interpretarla come una contraddizione rispetto alla vulgata della politica trasparente, alla luce del sole. Certo, il comico a capo dei Cinque stelle si è anche nominato capopolitico del movimento. Quindi forse lui adesso vale UNO+qualchecosa. Ma può forse decidere lui per tutti? Può lasciare al voto online le briciole selezionando invece in prima persona alleanze e strategie per conto del MoVimento? In realtà si.

Si perché il simbolo e il MoVimento appartengono a Beppe Grillo, per statuto. Tanto che il comico genovese può togliere a questo o quello dei suoi politici il diritto di utilizzare nome e logo del partito. Quindi la risposta è SI: Grillo poteva salire su un aereo, incontrare un leader, parlare di argomenti mai preventivamente discussi con i suoi e spegnere accuratamente la telecamerina – semmai ce ne fosse stata una – con beata pace del tanto osannato streaming. E i grillini? E se Farage non dovesse piacere nemmeno ai parlamentari pentastellati? E se improvvisamente la linea decisa da Grillo e Casaleggio non dovesse più piacere? La porta del gruppo misto è sempre aperta.

E per Giulia Sarti che ieri in un’intervista riguardo alle ultime mosse del comico ha detto “certo non si può dire ‘questa è la pappa pronta che ho deciso io” la risposta è: certo che si può. Come diceva il vecchio detto: “o mangi quella finestra o giù dalla finestra”.

Comments

  1. marcello1818

    meglio un partito dove si litiga ma si lascia spazio alle opinioni di tutti, che uno in cui è uno (o pochissimi) a decidere. Forza Italia e M5S sono la stesso cosa, da questo punto di vista: un capo che decide e gli altri devono ubbidire, altrimenti fuori. D’altronde lo stesso Grillo si è definito antidemocratico, di che ci stupiamo? sono i suoi elettori che dovrebbero aprire gli occhi, e in verità sono già in tanti ad avergli voltato le spalle…