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Diritto di critica | July 14, 2020

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Ripensare l'agricoltura per eliminare la fame nel mondo

“How Can Agriculture and Nutrition Work Better Together”, se ne parlerà il 12 giugno prossimo (giovedì, ore 9.30), presso la sede del World Food Programme a Roma, alla presenza del presidente dell’IFAD, Kanayo F. Nwanze, insieme a Marc Van Ameringen, Executive Director di GAIN – global Alliance for Improved Nutrition.

Il sistema alimentare globale è “guasto”, può “essere riparato, anche se le sfide sono enormi”. E’ quanto avverte la Global Alliance for Improved Nutrition (Gain), a pochi giorni dalla conferenza  organizzata presso la sede del Programma alimentare mondiale a Roma. “Metà della popolazione mondiale oggi sta soffrendo di una forma di malnutrizione. La grande maggioranza di queste persone si trova in Paesi in via di sviluppo, dove la scarsa nutrizione è responsabile per circa la metà (il 45%) dei casi di decesso nei bambini sotto i cinque anni, provocando anche gravi disturbi alla crescita in 162 milioni di bambini – che sono così incapaci di sviluppare mentalmente e fisicamente il loro pieno potenziale”, si legge in un comunicato.
Entro il 2050, secondo le stime, la popolazione mondiale sarà di 9 miliardi di persone, “che avranno tutte bisogno di diete nutrienti per vivere delle vite salutari”. “Attualmente”, avverte Gain, “oltre 840 milioni di persone non dispongono di abbastanza cibo, restando così intrappolate in vite caratterizzate da povertà e potenziale inespresso; due miliardi di persone sono prive di vitamine e minerali essenziali per crescere correttamente; 1.4 miliardi di persone sono sovrappeso e obese, cioè quasi il doppio dei denutriti”.
Agricoltura e nutrizione, ricorda Gain, “sono strettamente collegate ai sistemi alimentari dei Paesi, nel senso che entrambi i settori dipendono da una serie di condizioni simili, tra cui l’infrastruttura fisica, i diritti della terra e l’accesso a risorse sicure e convenienti come l’acqua pulita”. Inoltre, entrambe dipendono pesantemente dai piccoli agricoltori per la produzione di cibo. “Ma mentre l’agricoltura si concentra nello sfamare la popolazione in espansione, riducendo i costi di produzione e gestendo siccità e cambiamento climatico, la nutrizione rimane in larga parte una questione sanitaria, affrontata attraverso una serie d’interventi posti in essere mediante il sistema sanitario pubblico”.

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