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Diritto di critica | July 15, 2020

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Scoprendo Berlinguer

Scoprendo Berlinguer

di Massimiliano Coccia *

Sono nato nel 1985 ed Enrico Berlinguer non me lo ricordo. Neanche mi ricordo di aver avuto un particolare amore liceale per lui e neanche, ora che ci penso, ho avuto un parente dal primo grado in giù che lo ha mai conosciuto o che casualmente gli ha stretto la mano.

Di Berlinguer mi sono innamorato in età più adulta, crescendo, osservando la classe politica ed intellettuale che era rimasta e che guidava il Paese, piena di tic, di volontà di apparire, di essere protagonisti di una stagione mai iniziata. Me ne sono innamorato quando non esisteva più niente sulle nostre carte nautiche, di una generazione dispersa che si è ritrovata nelle piazze solo grazie a se stessa. L’ho iniziato ad amare quando ho compreso che la bella politica non la fanno solamente le parole, ma quella umile preparazione, quel linguaggio sempre puntuale, quell’essere conseguenti tra idea e azione. Non ho pianto per la sua morte, ma vi ho assistito sgomento come uno spettatore non pagante di una tragedia greca, ho pensato e ne sono ancora convinto che qualcosa di ingiusto è passato troppe volte sopra il cielo del nostro Paese per privarci degli uomini migliori.

Quando ci è venuta l’idea di fare un progetto documentario su Enrico Berlinguer ero abbastanza scettico, di quello scetticismo che ti fa innervosire mentre hai in testa un progetto, perché ero carico di dubbi, in primo luogo legati all’opportunità in occasione del trentennale di unirci anche noi al mesto oziare delle commemorazioni, delle intitolazioni di vie, piazze, aree cani e via dicendo e poi perché il materiale era tanto e delicato.

A fugare i dubbi c’è stato l’incontro con quella persona meravigliosa che è Alberto Menichelli, che di Berlinguer fu autista dal 1969, Alberto è una maschera romana, di quella Roma che non c’è più, una persona leggera, che ha dalla sua storia e chilometri fatti con il Segretario. Non è un nostalgico è ben conscio di essere stato partecipe di una grandissima stagione che per molti motivi non potrà rivivere e come un mantra dona e dispensa memoria storica, come se fosse un partigiano, uno di quelli appena scesi dalla montagna, che ha negli occhi lo stupore della guerra e la voglia di raccontarla, ma con allegria, anche se spesso gli occhi si bagnano.

Insieme ad Alberto c’è Roberto Bertuzzi, i due sono indivisibili, anche se litigano per strada come ai vecchi tempi. Il volto di Roberto è scavato dalle rughe e dentro ognuna di loro si può ritrovare un dolore e una gioia. Li abbiamo riportati dentro Botteghe Oscure trent’anni dopo e la loro emozione era la nostra e speriamo sia anche degli spettatori del nostro documentario che abbiamo intitolato “Ritorno a casa”, perché per Alberto e Roberto, il civico 4 di Via delle Botteghe Oscure era la prima casa, “non la seconda, la prima”.

Non so dirvi bene cosa ho imparato da questi mesi passati insieme a loro, posso dirvi che in maniera poco deontologica sono ormai molto legato ad Alberto Menichelli, a Laura sua figlia, a Roberto Bertuzzi, ai “compagni” dell’associazione e con loro sento di poter aver appreso tante cose non solo su chi fosse Enrico Berlinguer, ma anche e soprattutto che si può essere uomini coraggiosi anche senza ostentarlo, che la normalità così antiestetica in queste epoche di 2.0 e selfie è una gran bella cosa.

Sarei felice se il documentario prodotto da Città Futura Tv e creato insieme a Renato Sorace ed Elisabetta Ranieri e gli audio documentari fatti con quest’ultima e con Eleonora Brianzoli raggiungessero un gran numero di persone per farvi capire quanto si può star bene nell’eccezionale semplicità, nella sperticata normalità e che mentre si fa la storia non si ha il tempo di farsi i complimenti. E forse per questo motivo che morto un Berlinguer non se ne fa un altro. Se volete vedere, sul canale 641 del digitale terrestre l’11 giugno alle 21.00 c’è il documentario; se volete ascoltare, sulla Radio della Svizzera Italiana il documentario audio “Una certa idea di mondo”: sintonizzatevi domani mattina alle 9.30 o sul sito www.rsi.ch. E da venerdì 13 su Radio Città Futura (99.7) c’è “E in tasca l’Unità”.

*Co-autore dei documentari “Una certa idea di mondo”, “Ritorno a casa” e “E in tasca l’Unità”, sulla figura di Enrico Berlinguer.