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Diritto di critica | July 14, 2020

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Tra Russia e Ue è guerra del gas. "Stop a posizioni dominanti"

L'Unione Europea potrebbe infliggere a Gazprom una salatissima multa per aver realizzato un monopolio della distribuzione del gas nell'Europa dell'Est. "E ora completiamo il Nabucco"

Mai più amici. Tra Ue e Russia, con lo zampino di Washington, si sta rialzando la cortina di ferro. Un po’ più a est. E senza ideologie. Divisi, piuttosto, da interessi economici e geopolitici non conciliabili. Il gas, in primo luogo. Senza di questo l’Europa può dire addio alla ripresa. E, mentre tra Mosca e Kiev si va verso una normalizzazione ed un accordo sui contratti di fornitura del gas, Bruxelles guarda oltre: “Sganciamoci da Mosca”.

Bruxelles ora vuole il Nabucco. Il primo ed evidente segnale viene da Sofia, in Bulgaria. Il governo locale ha solo qualche giorno fa bloccato i contratti con Gazprom (società russa che fornisce idrocarburi all’Europa) per violazione delle norme della Ue per gli appalti nella realizzazione del progetto South Stream. Il progetto, in fase di realizzazione con il consistente contributo di Eni, è un’idea di Mosca per bypassare l’instabile Ucraina (attraversando il Mar Nero) e rifornire con maggiore facilità i Balcani e l’Europa meridionale, Italia in testa. Il progetto è ancora su carta, ma Gazprom ha recentemente firmato tutti i contratti per dare il via all’opera. Bruxelles, però, punta a rilanciare il vecchio progetto euro-americano del Nabucco, un gasdotto (già in parte realizzato) che parte dal Mar Caspio, prosegue per Azerbaijan, Georgia e Turchia, bypassando non solo l’Ucraina, ma la stessa Russia.

Gli interessi italiani (e francesi) a rischio. Ma se Mosca vede a rischio i propri interessi sul Vecchio Continente, Bruxelles deve fare i conti con i governi di Italia e Francia che nel South Stream (attraverso società controllate come Eni e Edf) hanno già investito molti soldi e proprio recentemente hanno strappato contratti vantaggiosi con Gazprom. L’Italia, più della Francia, è legata ad un doppio filo con Mosca. La Saipem, azienda italiana leader nella realizzazione dei gasdotti e controllata da Eni, si è aggiudicata la realizzazione del primo lotto di South Stream sui fondali del Mar Nero.

“Liberare l’Europa dell’Est dalla morsa di Mosca”. Bruxelles, però, nonostante una malcelata contrarietà di Italia e Francia, prosegue la sua battaglia contro la dipendenza europea dalla Russia. Un’indagine antitrust è in via di conclusione sul monopolio di Gazprom in Europa orientale dove la dipendenza da gas russo è compresa tra il 50 e il 100%.

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