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Diritto di critica | August 20, 2019

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Renzi nella palude, ora per il premier diventa dura

L'ANALISI - Alle difficoltà che il presidente del Consiglio sta riscontrando in Parlamento si aggiungono anche i danni economici prodotti dal maltempo

Renzi nella palude, ora per il premier diventa dura

Ci mancava solo il brutto tempo di luglio. Il governo fatica, il parlamento è diventato un Vietnam. E il soldato Renzi è finito nella palude. Ora vacillano molte delle sue convinzioni. Ad iniziare dall’idea di poter cambiare tutto con questo Parlamento e soprattutto con questi parlamentari del Pd. “È un agguato – ha detto il premier – perché sanno che se non mi fermano ora non mi fermano più”.

“Così non si governa”. Ci sono le riforme da portare a casa: prima il Senato e poi la legge elettorale. Poi forse il voto. Così, per la riforma del mondo del lavoro e della pubblica amministrazione bisognerà aspettare ancora a lungo. Ma il piano di Renzi è chiaro: con questa architettura costituzionale e con quella legge elettorale non si può governare. Quindi: prima si cambiano le regole del gioco e poi si inizia a giocare, sul serio. Ma a Renzi serve dimostrare, ora, all’Europa di essere in grado di cambiare l’Italia per dimostrare di fare sul serio ed ottenere maggiore flessibilità.

La stagnazione è alle porte. Ora, di fronte agli scoraggianti dati Istat che vedono una crescita della disoccupazione giovanile (mentre migliora un po’ il tasso di disoccupazione generale) e un tasso di inflazione negativo (-0,1%), per il premier non c’è veramente più tempo. O si dà l’idea di un Paese in grado di cambiare, o non c’è più niente da fare. Perché il problema è attrarre i finanziatori internazionali (al momento ancora molto dubbiosi nei confronti del nostro Paese) per rilanciare un’economia orientata alla stagnazione. Poi se l’Italia cambia davvero è un vantaggio per tutti.

Tutta colpa del tempo. Contro Renzi ci si è messo anche il tempo, quello atmosferico ovviamente. Il settore balneare ha visto ridursi in media il 40% degli incassi rispetto a luglio 2013. Grave la situazione in Campania (-70%), Marche (-60%) Liguria e Toscana (-50%). Ma oltre agli stabilimenti balneari, a risentirne sono anche i ristoratori, albergatori e tutti coloro che lavorano nel settore turistico. Tutta colpa del meteo bizzoso e della pioggia. Così anche le multinazionali Nestlè e Unilever (Algida) devono fare i conti con una stagione ancora non iniziata: “Nessuno mangia i nostri gelati”.

Comments

  1. Che si cerchi di addossare le responsabilità del fallimento di Renzi al meteo mi sembra alquanto scorretto, almeno intellettualmente parlando.
    La verità è che il nostro paese, turisticamente parlando, non attrae più: troppo caro, servizi scadenti, maleducazione (almeno in Toscana).
    Renzi poi ha preso una pericolosa deriva autoritaria, peggiore di Berlusconi: è bene che se ne vada il prima possibile, nella speranza che non abbia già combinato troppi guai.