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Diritto di critica | August 23, 2019

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La seconda vita di Massimo D'Alema

La seconda vita di Massimo D’Alema

IL GRAFFIO – Dai “diciamo” all’enologia, la seconda vita di Massimo D’Alema non è decisamente quella di un “trombato”. E mentre Matteo Renzi s’arrabatta sull’Italicum, il baffo storico del Pd si diletta a consigliare abbinamenti vincenti di vino e formaggi, in una tre giorni a Orticoli, durante la manifestazione “VinOtricolando”.

A scovarlo, Massimo Olivo, del Messaggero, che sul quotidiano ha raccontato un D’Alema alla mano, più dimesso rispetto al politico ingessato cui ci ha abituato, sorridente dietro al banchetto del rosso “Sfide” e dell’etichetta Narnot (Narni e Orticoli). Proprio qui, infatti, D’Alema e consorte possiedono sette ettari di terreno, la tenuta La Madeleine, dove un tempo c’era un omonimo allevamento. In casa D’Alema si è poi deciso di mantenere il nome originario per un motivo molto semplice: oltre a contenere le iniziali dei due coniugi, “si può anagrammare con Linee D’Alema”. E proprio qualche giorno prima del VinOtricolando, i vini del leader Pd erano stati presentati da Riccardo Cotarella, enologo di fama internazionale, in una serata dedicata al Fondaco, di Narni. In quest’occasione agli ospiti era stato offerto uno Sfide del 2012. 

Eppure sarebbe un errore immaginare D’Alema come un politico ormai ritirato a vita privata. Davanti a un calice di vino, osserva, studia e risponde colpo su colpo. L’ultima notizia di rilievo – dopo essere stato messo da parte nella candidatura ad Alto Rappresentante per la politica estera UE, a favore della giovane Mogherini – riguarda proprio un incontro a Palazzo Chigi tra Renzi e D’Alema, a seguito di un’infelice dichiarazione dell’attuale presidente del Consiglio. Nei giorni scorsi, infatti, Renzi aveva presentato D’Alema come la seconda opzione in caso di bocciatura della Mogherini, bruciandone di fatto la candidatura. E Pittella stesso, qualche giorno fa, aveva ulteriormente rilanciato: «Se salta la Mogherini, il candidato italiano è D’Alema». Circostanze che, da quanto hanno scritto i giornali, avrebbero spinto proprio l’ex presidente del Consiglio a mandare a Renzi un glaciale sms: “Vedo che mi usi come uomo nero, o meglio come uomo rosso, per far passare la tua amica Mogherini. E questo non è bello”. L’incontro, dunque, più che necessario era urgente. 

E chissà che Massimo non abbia offerto all’ex rottamatore un buon calice di vino. Per le nomine europee, invece, c’è sempre tempo. Ogni ipotesi è ancora possibile. 

@emilioftorsello