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Diritto di critica | September 23, 2020

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"Le sigarette elettroniche fanno male". E sul web scoppia la protesta

L'Oms chiede di vietarle ai minorenni e nei luoghi chiusi. Ma c'è chi parla di un complotto delle multinazionali del tabacco

“Le sigarette elettroniche fanno male”. Lo ha decretato l’Organizzazione mondiale della sanità. “Vanno vietate nei luoghi chiusi e ai minorenni”. E subito sul web esplode la protesta. “Le sigarette elettroniche fanno male solo alle multinazionali del tabacco”, oppure “Fanno paura ai governi per i mancati introiti”. È questo il tenore dei vari e numerosi commenti sul web dove i complottisti nostrani si muovono a loro agio. Ci manca solo che qualcuno citi il complotto giudaico-massonico contro le sigarette elettroniche e stiamo apposto.

La nicotina non è “innocua”. Ma non bisogna essere grandi scienziati per capire che il vapore emanato da una sigaretta elettronica non è innocuo. In primo luogo la gran parte delle cartucce di ricarica contiene nicotina, una tossina dannosa per l’uomo (provoca l’aumento del battito cardiaco e la pressione sanguigna e può essere anche mortale se assunta ad elevate concentrazioni) e una sostanza stupefacente che crea una dipendenza simile a quella dell’eroina e della cocaina. Quindi, già solo questo rende tutte le cartucce di ricarica con nicotina pericolose per la salute.

Altro che vapore, ecco cosa ti fumi. E tutte le altre cartucce, cioè quelle in cui non vi è nicotina ma solo aromi del tabacco? Su queste non ci sono studi a riguardo. Il “fumo” che si respira, tuttavia, non è semplice vapore acqueo aromatizzato. L’effetto “fumo” viene creato con una miscela liquida di acqua, glicerina e glicole propilenico, un solvente impiegato nel confezionamento di creme cosmetiche. Che effetto può avere il glicole propilenico (sostanza innocua sulla pelle) sulle mucose di bronchi e polmoni è ancora da dimostrare. Inoltre, negli Stati la Food and Drug Administration ha rintracciato sostanze cancerogene in alcune cartucce di ricarica provenienti dalla Cina, come le nitrosamine e il dietilene glicole. Quest’ultimo talvolta è illegalmente impiegato per migliorare l’effetto “fumo” ed è in genere utilizzato nel liquido antigelo delle auto.

Una scelta libera. Ancora convinti che le sigarette elettroniche siano innocue? È probabile che creino danni alla salute ben inferiori a quelli prodotti dal fumo tradizionale, ma non per questo l’Oms dovrebbe astenersi dall’avvisare i governi del mondo a prendere le dovute precauzioni. La rivolta sul web appare francamente ridicola. In molti sono passati completamente o parzialmente al fumo “digitale” riscontrando un miglioramento della propria salute, qualcuno rivendica il fatto di aver smesso di fumare. Qualcun altro strepita perché le multinazionali del tabacco condizionano le scelte dei governi e del mondo scientifico, come se a produrre le sigarette elettroniche fossero piccole fabbriche che combattono i capitalisti cattivoni. Fumare con la sigaretta elettronica non è un gesto di disubbidienza civile, state tranquilli. È solo una scelta, libera. E, poiché il fumo “digitale” fa male (anche se farà meno male di quello tradizionale), è bene che l’Oms chieda ai governi di proibirlo nei luoghi chiusi e la vendita ai minori. Dov’è lo scandalo?

Comments

  1. Caro Paolo, come vede anche Lei distorce la realtà. La protesta sul web più che sul fatto che le sigarette elettroniche possano non essere totalmente innucue, e su questo siamo tutti d’accordo, verteva sulla pessima “terroristica” informazione. Il fatto che si continui a minimizzare l’enorme potenziale di riduzione del rischio che hanno le sigarette elettroniche, pur non essendo del tutto innocue, è il vero motivo della protesta. Le ricordo che proprio l’OMS considera il tabagismo un’epidemia che provoca 600 MILIONI di morti all’anno nel mondo… ebbene se con le sigarette elettroniche (certamente regolamentate e vietate ai minori) si riuscisse a salvare anche l’uno per cento di queste persone si parlerebbe di salvare UN MILIONE di persone da morte certa.

  2. www.green-smoke.it

    d’altra parte l’ipotesi “complotto” non è da escludere: ogni giorno fioccano articoli contro la sigaretta elettronica. E se poi non si dovesse vincere la guerra? Ci si allea, come sta facendo una nota multinazionale del tabacco.