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Diritto di critica | January 19, 2020

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In Europa altri arresti di jihadisti, blitz in Bosnia

E’ stata denominata “Damasco”, l’operazione condotta nella mattinata di ieri dalle forze speciali bosniache dell’Agenzia per l’investigazione e Protezione (SIPA) che ha portato all’arresto di 16 elementi legati al movimento jihadista di matrice salafita della Krajina Bosniaca.

Le operazioni hanno coinvolto 17 differenti località della Bosnia-Erzegovina, tra cui Sarajevo, Zenica, Buzim e Teslic. Secondo quanto dichiarato dalla portavoce del SIPA, Kristina Jozic, gli arrestati sono sospettati di aver reclutato, organizzato e finanziato il trasferimento di jihadisti verso la Siria e l’Iraq per combattere nelle file di gruppi terroristi quali l’Isil.

Il SIPA ha sottolineato che alcuni degli arrestati hanno combattuto in Siria e in Iraq con gruppi radicali ed erano successivamente rientrati in Bosnia. Durante le perquisizioni è stata rinvenuta una notevole quantità di armi, munizioni, attrezzature militari, tessere sim, computer ed altre apparecchiature informatiche.

Lo scorso aprile il governo Bosniaco aveva introdotto pene detentive fino a 10 anni per tutti coloro che partecipano ai combattimenti e anche per coloro che reclutano giovani bosniaci tra le file dei jihadisti all’estero. La stampa locale ha recentemente accennato ad almeno 150 cittadini bosniaci che starebbero combattendo nelle fila dei gruppi jihadisti in Iraq e in Siria; una ventina avrebbe perso la vita e altri cinquanta sarebbero rientrati in patria.

Secondo fonti bosniache gli arrestati di ieri sono il noto imam Husein Bilal Bosnić, Hamdo Fojnica, Eduard Durguti, Adem Karamuja, Emin Hodžić, Muhamed Džerahović, Mirza Kapić, Safet Brkić, Ibro Delić, Elvir “Hamza” Muratović, Sedin Huseinović, Enes Mešić, Senad Hukić , Fikret Zukić, Avdulah Hasanović, Jasmin Jašarević.

Bilal Bosnic era stato segnalato diverse volte in Europa e in Italia dove aveva tenuto sermoni vicino a Cremona, a Pordenone e veniva seguito da altri centri islamici come quello bosniaco di Bergamo.

Secondo gli inquirenti Bosnic avrebbe contribuito a reclutare jihadisti nelle regioni dell’Italia settentrionale e tra loro potrebbero esserci anche i due bosniaci Ismar Mesinovic e Munifer Karamaleski, entrambi residenti nel bellunese. I due sarebbero morti in Siria nei primi mesi del 2014 anche se, a differenza del decesso di Mesinovic, quello di Karamaleski non sarebbe ancora stato provato da immagini.

Lo scorso 26 agosto Bilal Bosnic aveva rilasciato un’intervista al Corriere della Sera di Bergamo, dove aveva affermato di trovarsi in Krajina; l’imam aveva inoltre inizialmente negato di essere mai stato in Italia, per poi ammetterlo dopo che il giornalista gli aveva fatto notare che le sue visite erano state documentate.

Nell’intervista il predicatore aveva candidamente ammesso di supportare l’Isil e di aver incontrato centinaia di seguaci in Italia, confermando poi di aver conosciuto Ismar Mesinovic e di sapere che era morto in Siria mentre combatteva.

Tra gli arrestati anche Elvir “Hamza” Muratovic, personaggio noto nell’ambiente, ritratto più volte assieme a Bosnic e in almeno due occasioni in foto di gruppo con sullo sfondo la bandiera dell’Isil.

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