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Diritto di critica | October 20, 2019

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Che fine ha fatto l'Italicum?

Che fine ha fatto l’Italicum?

IL GRAFFIO – Sull’Italicum la marcia del #passodopopasso pare essersi fermata. Dopo settimane in cui non si è parlato d’altro, la riforma della legge elettorale è improvvisamente caduta nel dimenticatoio sia per la maggioranza che per l’opposizione, tanto da non comparire neanche nel nuovo sito – dedicato appunto al passo dopo passo – lanciato qualche giorno fa dal governo Renzi.

Il testo è stato votato alla Camera il 12 marzo scorso, dopodiché di definitivo c’è stato ben poco e anzi le modifiche saranno più d’una. Di certo c’è che un evenetuale licenziamento della riforma avvicinerebbe paurosamente le elezioni e sarebbe un’arma in mano al premier Matteo Renzi. A destra, invece, di andare alle urne non ci pensano proprio. Troppo c’è ancora da fare e da risistemare. I sondaggi non sono positivi come si vorrebbe e la Coalizione si troverebbe a dover ancora inseguire. Nel mezzo, Beppe Grillo, la cui strategia inefficace di attaccare tutto e tutti e seminare panico, non ha retto la prova del voto, regalando il 41% al Pd, grazie a un elettorato spaventato dai toni del comico a capo del MoVimento 5 Stelle. Anche tra i grillini, insomma, per ora la battaglia è “di posizione”, in attesa di capire come procedere in modo energico.

Di contro, Renzi prima delle elezioni vuole capitalizzare gli impegni presi per non essere ulteriormente accusato di “annuncite” e non dilapidare il sostengno elettorale avuto alle scorse Europee. E quindi: Job Act, Legge di Stabilità. In una parola: i punti principali dei mille giorni di cui al #passodopopasso.

A questo si aggungano le questioni relative alle mofidiche prossime future che inevitabilmente interverranno sul testo dell’Italicum, per tacer degli appelli del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che di una riforma in tal senso non parla ormai quasi più.

@emilioftorsello