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Diritto di critica | March 23, 2019

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La rivoluzione di Thom Yorke - Diritto di critica

La rivoluzione di Thom Yorke

Thom Yorke può piacere o meno ma qualche giorno fa il leader dei Radiohead ha dato il via a una vera e propria rivoluzione, bypassando i grandi distributori della musica sul web e decidendo di vendere il suo ultimo album da solista tramite Bit-Torrent: dal produttore al consumatore.

Scaricabile a questo indirizzo al prezzo di 6 dollari – cifra irrisoria per l’album di un artista del calibro di Yorke – permetterà a chi ancora non conosce la sua musica di sperimentarne note e inventiva spendendo meno di dieci dollari, mentre i suoi fan si ritroveranno con un album da portare ovunque, senza dover spendere i soliti 20 euro. Certo, non ci sarà il cartonato e il libretto, ma nel pacchetto scaricabile da Bit-Torrent, Yorke ha inserito anche un video inedito.

Tomorrow’s modern boxes – questo il nome dell’album – è il secondo disco solista di Yorke dopo The eraser (il terzo se si considera quello pubblicato con il suo progetto parallelo Atoms For Peace).

Per spiegare l’iniziativa, Thom Yorke e il suo produttore Nigel Godrich hanno scritto una lettera ai fan in cui i due danno la tara di quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione rispetto ai meccanismi fino ad oggi conosciuti per scaricare musica dal web (e non solo): “Stiamo usando – hanno spiegato – una nuova versione di Bit-Torrent per fare un esperimento e distribuire il nuovo album di Thom Yorke. Il nuovo Torrent ha un pay gate che permette poi di accedere a un insieme di file che possono essere di qualsiasi genere, in questo caso di tratta di un album. Il nostro quindi è un esperimento per vedere se i meccanismi del sistema siano in grado di coinvolgere il pubblico. Se dovesse funzionare sarebbe un metodo efficace perché i ricavi del commercio in rete restino nelle mani di chi crea il prodotto messo in vendita. E’ la possibilità per tutti quelli che fanno musica, video o qualsiasi altro contenuto digitale di promuoverlo e venderlo da soli, bypassando gli intermediari tradizionali (della distribuzione sul web). Se dovesse funzionare, chiunque potrebbe fare esattamente come abbiamo fatto noi. Il meccanismo dei torrent non richiede alcun caricamento da server, un hosting o uno spazio cloud. Si tratta di un upload fai-da-te che diviene al contempo una vetrina. Il file è nella rete che non si limita a portare traffico ma contiene anche il file. Oh sì, e si intitola “Tomorrow’s Modern Boxes”. E i risultati sembrano premiare questo tipo di scelta, tanto che Tomorrow’s Modern Boxes ha ottenuto 110mila download in poche ore.

Thom Yorke e Nigel Godrich, insomma, dunque, si sono comportati come uno di quei tanti gruppi che – nell’impossibilità di farsi notare da una casa discografica – si autoproducono sul web e vendono “porta a porta” il proprio disco. Un processo molto simile a quanto si sta iniziando a vedere con gli ebook su Amazon. E l’impressione è che – complici i social e la potenzialità della rete – questa sia la strada maestra per un nuovo corso: più controllo sulle vendite online e maggiori introiti per chi realizza e produce l’album. Per tacer delle case discografiche. 

@emilioftorsello