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Diritto di critica | August 11, 2020

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Tutti in piazza, il giuoco delle parti a sinistra del Pd - Diritto di critica

L’ANALISI – Vendola ha ormai fatto il suo tempo e Renzi è andato troppo a destra per tanti di sinistra. Nonostante il gioco di parole e punti di riferimento, il ragionamento è chiaro: si è aperta la “guerra” per le terre “a sinistra” del Partito democratico. E in piazza scendono tutti, a contendersi visibilità e titoli di giornali: Civati, Fassina, Cuperlo, Landini, Camusso. Formalmente alcuni sono “dissidenti”, altri sindacalisti, nei fatti tutti sono alla rincorsa di uno spazio ormai lasciato libero da Nichi Vendola e dagli ex comunisti che in modo sempre più fallimentare negli ultimi anni hanno cercato di conquistare l’elettorato rosso e più estremo.

Delusi da partiti come la Lega o il Movimento 5 Stelle e con un Matteo Renzi che guarda più al centro e a destra che non verso la sinistra radicale, al di qua del Partito democratico i delusi sono adesso molti e vanno intercettati. Lo sanno bene i sindacalisti e i “dissidenti” del Pd, che con le piazze e i sondaggi misurano il potenziale elettorato.

La strategia all’orizzonte, quindi, è molto simile a quella messa in campo dal centrodestra di Silvio Berlusconi che, quando l’ex Cavaliere è stato travolto dalla bufera dello spread e dei processi, ha deciso di “variegare” l’offerta politica per intercettare quei delusi dal Cav che non avrebbero più votato Forza Italia ma che comunque avrebbero continuato a gravitare a destra. Apparentemente si è trattato di “dissidenti” che hanno deciso di “mettersi in proprio”, nei fatti è stato un modo per il centrodestra di rispondere all’emorragia di elettorato che già guardava a Beppe Grillo: sono nati così Fratelli d’Italia e il Nuovo Centrodestra.

A sinistra potrebbe quindi verificarsi una simile “scissione” tra compagni di partito. Tutti contro Renzi ma tutti pronti a intercettare elettori ormai orfani di partiti che per cinquant’anni hanno comunque occupato – con alterne fortune – uno spazio adesso spopolato. Pronti, insomma, a “rifondare” la “vera” sinistra, in opposizione (ma comunque in coalizione) a un Pd all’acqua di rose e ai manganelli contro gli operai dell’AST. Il tutto senza dimenticare i “dissidenti” di Beppe Grillo che, in presenza di una uscita di sicurezza credibile a sinistra, potrebbero abbandonare il comico, ormai privo di quella forza propulsiva iniziale che tanto spaventò la politica.

Se non ci fossero le smentite continue del premier Renzi, insomma, verrebbe quasi da pensare che qualcuno sta preparando il terreno per le prossime elezioni.

@emilioftorsello