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Diritto di critica | October 16, 2019

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Era il nazista più ricercato al mondo, così per 60 anni è sfuggito alla giustizia

La storia di Alois Brunner, accusato della morte di migliaia di ebrei, fuggito in Siria e ''assunto'' come esperto in torture

Era il nazista più ricercato al mondo, così per 60 anni è sfuggito alla giustizia

Era tra i nazisti più pericolosi ricercato a livello mondiale. Un uomo che non si è mai pentito per i crimini commessi ma rimasto invece convinto della necessità di eliminare gli ebrei, “esperto” in torture tanto da essere assoldato negli anni scorsi dal governo di Assad. Alois Brunner, ex braccio destro di Adolf Eichmann, sarebbe morto quattro anni fa a Damasco. Il suo corpo sarebbe stato bruciato. La notizie è stata diffusa nei giorni scorsi e il Wiesenthal Center avrebbe avuto la conferma della morte da parte di un ex agente dei servizi segreti tedeschi, già responsabile per il Medio Oriente.

Brunner è ritenuto responsabile della deportazione di almeno 125.500 ebrei europei durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante le ricerche da parte dei “cacciatori di nazisti” e una condanna all’ergastolo da parte della Francia, Brunner è sempre riuscito a farla franca e, anzi, a vivere indisturbato per diversi decenni.

Simon Wiesenthal, il cosiddetto “Nazi hunter”, nelle sue memorie citate anche dal Washington Post, così descriveva Brunner: “Tra i criminali del terzo Reich ancora in vita, Alois Brunner è senza dubbio il peggiore. Ai miei occhi è stato il peggiore di sempre. E se Adolf Eichmann aveva creato il piano generale per lo sterminio degli ebrei, Alois Brunner lo implementò e sviluppò”.

Condannato nel 2001 da un tribunale francese per l’arresto e la deportazione verso i campi di Auschwitz e Bergen-Belsen di oltre 300 bambini (di questi dai campi di concentramento ne tornarono vivi appena 61), Brunner non ha mai fatto un anno di carcere. Dal 1950 – secondo le informazioni a disposizione – si sarebbe invece trasferito in Siria dove comunque una lettera bomba del Mossad l’avrebbe raggiunto e ferito ma non ucciso. E sempre i servizi segreti israeliani sarebbero stati dietro un secondo attentato con esplosivo che colpù la residenza di Brunner diverso tempo dopo, ma senza ucciderlo.

La presenza di Brunner in Siria negli anni è divenuta nota a molti, tanto che Damasco fece cadere nel dimenticatoio alcune richieste di estradizione per l’ex nazista. Brunner è stato visto in vita per l’ultima volta nel 2001 presso il Meridian hotel di Damasco. Secondo le informazioni a disposizione, era stato“assunto” come esperto in torture da parte del governo di Hafez al-Assad. Oggi avrebbe 102 anni.

@emilioftorsello