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Diritto di critica | August 9, 2020

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L'Italia che non legge più, persi oltre 2,6 mln lettori in 4 anni - Diritto di critica

I dati dell’AIE mostrano un “sistema lettura” che cambia, tra drastico calo di quanti leggono e aumento del mercato ebook

Un mercato in trasformazione, e non necessariamente in negativo: la fotografia scattata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) riguardo al mercato del libro del 2014 in Italia mostra una realtà composita e difficile da definire, nella quale il calo del numero di lettori convive con l’incremento della spesa degli italiani in libri ed ebook. E che pone a tutto il settore libraio la sfida di saper mixare innovazione e polimorfismo per poter non solo sopravvivere, ma anche crescere.

Non è un paese di lettori. L’indagine dell’ufficio studi dell’AIE – presentata il 27 gennaio alla giornata inaugurale del XXXII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri di Venezia – si rifà a dati Istat e mette in evidenza come dal 2013 al 2014 nel nostro Paese la percentuale di italiani con più di sei anni che leggono almeno un libro all’anno sia passata dal 43% al 41,1%: una tendenza al ribasso che, se conteggiata sul lungo periodo, vede la perdita di circa 2,6 milioni di lettori dal 2010 allo scorso anno, pari cioè al 10%. Il crollo riguarda in particolar modo i lettori occasionali, mentre gli appassionati restano sostanzialmente stabili (-0,02%).

In aumento la spesa per la lettura. Accanto al dato nero del calo di lettori, l’indagine evidenzia anche come l’andamento della spesa degli italiani in libri, ebook, e-reader e collaterali abbia registrato un aumento, seppur lieve (+0,1%). Un controsenso? Non esattamente, stando alle dichiarazioni del responsabile dell’Ufficio studi dell’AIE, Giovanni Peresson, secondo cui i dati emersi rappresentano una sfida, quella di «fare in modo nuovo il mestiere del libraio o dell’editore, innovando tutti quegli elementi che ci obbligano a guardare in modo diverso i comportamenti del lettore e cliente. Alcuni dati – prosegue Peresson – presi singolarmente possono risultare negativi ma aggregati all’interno del “sistema lettura” ci possono raccontare una storia diversa. La storia di una trasformazione».

Il ruolo degli ebook. La trasformazione parla soprattutto una lingua: quella degli ebook. Non tanto per quanto riguarda i soldi spesi dagli italiani per la lettura nello scorso anno (quasi 1,5 miliardi di euro, 1,2 miliardi dei quali sarebbero stati ancora utilizzati per i libri cartacei), quanto piuttosto sul fronte della produzione: nel 2014 gli editori hanno prodotto il 5,1% in meno di titoli cartacei rispetto al 2012, ma parallelamente è cresciuta dell’88,4% la produzione di ebook dal 2012. Tant’è che il digitale si stima oggi al 4,4% del mercato del libro, con un fatturato di 51,7 milioni di euro (+39,4 rispetto al 2013), al contrario del mercato cartaceo che invece ha visto calare il suo giro d’affari del 3,8%, secondo i dati Nielsen.

«Siamo entrati in una nuova fase: di lettura, di acquisto, anche di produzione – conclude Peresson -. I paradigmi stanno cambiando. Non è in crisi il libro. Siamo di fronte a un radicale cambiamento nel mix, in cui innovazione è la parola chiave per tenere conto di una società più liquida e fluida».