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Diritto di critica | July 8, 2020

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Quando gli Usa salvarono la Germania tagliando il suo debito

La Grecia insiste sul pagamento dei debiti di guerra da parte di Berlino. Fu proprio grazie alla loro riduzione che oggi la Merkel guida la quarta potenza economica del mondo

di | 10 Feb 2015Aggiungi questo articolo al tuo Magazine su Flipboard

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Grecia e Germania a parti invertite. Non tutto, però, filò così in perfetta armonia come le sommarie ricostruzioni storiche porterebbero a credere. La realtà fu diversa, sia pure a parti invertite. La Grecia si oppose e per ben due volte al condono, ma alla fine dovette piegarsi al volere dei vincitori, primi fra tutti gli Stati Uniti (che, vale la pena ricordarlo, furono tra quei pochi a vedersi riconoscere una grossa parte dei debiti di guerra). A spiegarlo è un tedesco, professore di storia dell’economia alla London School of Economics, Albrecht Ritschl, 55 anni, profondo studioso del caso in questione. Secondo Ritschl, per Germania e Grecia ci troviamo di fronte ad un vero e proprio contrappasso storico. In un intervento di quasi tre anni fa – riportato da Il Sole 24 ore -, infatti, il professore afferma che “nonostante l’opposizione greca, anzi la duplice, perché reiterata nel tempo, opposizione greca”, il debito di guerra venne tagliato pesantemente.

L’incredibile debito delle due guerre. Durante la Conferenza, “il London debt agreement del 1953 – ricorda Ritschl – divise l’esposizione tedesca globale (23 miliardi di dollari di allora) in due capitoli. Il primo precisava che il debito accumulato fino al 1933 (Prima Guerra) andava pagato subito, ma a condizioni di straordinario vantaggio, con interessi così bassi da determinare uno sconto che alcuni hanno fissato nella metà, circa, del totale dovuto. Il secondo, quello su debito e riparazione dei danni dell’epoca nazista e della guerra, era messo in correlazione con la riunificazione tedesca”.

Una metà si paga poco, l’altra forse mai. In sintesi, i debiti vennero divisi perfettamente a metà. Inoltre, quelli ascritti al primo conflitto vennero ulteriormente tagliati come tempi e interessi, mentre quelli del secondo dopoguerra si risolsero in una sorta di generico impegno a pagare in (eventuale) data da destinarsi. Quindi, mentre gli Alleati e soprattutto l’Unione Sovietica pretesero e ottennero il pagamento dei debiti fino all’ultimo centesimo, il 24 agosto del 1953 i 21 Paesi votanti – Belgio, Gran Bretagna, Danimarca, Grecia, Irlanda, Ceylon, Pakistan, Francia, Stati Uniti, Irlanda del Nord, Irlanda, Svezia, Svizzera, Jugoslavia, Sudafrica, Grecia, Italia, Norvegia, Lussemburgo, Liechtenstein e Canada – ratificarono il trattato che di fatto riduceva del 50% il debito tedesco accumulato nelle due guerre.

Il debito è dimezzato. Il taglio portò il debito a scendere da 23 a 11,5 miliardi di dollari: la metà esatta. Da corrispondere in 30 anni, ma che in realtà venne saldata solo nel 2010, con un’ultima trance da 69,9 milioni di euro. L’altra metà del debito (relativa alla Seconda Guerra), invece, non doveva essere abbonata, ma sarebbe stata corrisposta dopo la riunificazione delle due Germanie, a patto che avvenisse.

Prevale la linea americana. A prevalere fu il volere dei vincitori: gli Stati Uniti. In America, infatti, il grande economista John Maynard Keynes (le cui teorie macroeconomiche permisero di uscire dalla crisi del ’29) fu tra i primi a dire che i debiti della Prima Guerra Mondiale avrebbero reso impossibile la ripresa tedesca. A conflitto finito, nel 1923, infatti, il debito tedesco coincideva per intero con il Pil della Germania che fallì sotto i colpi dell’iperinflazione. Il default spalancò le porte ad Adolf Hitler. Il Fuhrer non pensò mai di pagare i debiti, ma utilizzò il denaro statale per ricostruire e armare il Paese. Come andò a finire lo sappiamo tutti.

La Grecia protesta ma è messa a tacere. “Gli Usa – afferma Ritschl – non volevano commettere gli stessi errori emersi dopo il primo conflitto e per questo imposero ad Atene di abbassare la voce. La Grecia non era favorevole e cercò di opporsi alle condizioni del London debt agreement. Prevalse la tesi americana e dei maggiori alleati che non volevano zavorrare Berlino con un debito asfissiante”. (continua…)

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