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Diritto di critica | October 20, 2019

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Ora i sindacati si trasformano in agenzie di collocamento

Con la legge-delega del Job Act presto i sindacati si occuperanno di trovare lavoro ai disoccupati, dietro un lauto compenso del governo

Ora i sindacati si trasformano in agenzie di collocamento

Così i sindacati cambiano pelle. L’idea viene da Matteo Renzi. Se proprio Cgil, Cisl e Uil hanno rappresentato i lavoratori dipendenti già tutelati, dimenticandosi troppo spesso dei disoccupati e dei precari, da domani potrebbero tornare ad essere il baluardo dei più deboli. Come? Trasformandoli in agenzie private di collocamento. Una nuova funzione che non sostituisce ma si aggiunge a quelle più classiche del sindacato.

Verso le agenzie di collocamento private. Se finora le varie agenzie (pubbliche) di collocamento raramente sono state in grado di garantire ai disoccupati un posto di lavoro, il governo Renzi, attraverso la legge-delega licenziata dal Consiglio dei Ministri e in attesa della firma del Presidente Mattarella, privatizzerà di fatto il sistema, creando un regime di concorrenza nel quale si potranno “sfidare” sindacati e grandi multinazionali del settore come Manpower e Adecco. Una sfida che, nelle intenzioni del governo, dovrebbero portare vantaggi per tutti.

Tu gli trovi lavoro, noi ti paghiamo. Il servizio sarà retribuito non dal disoccupato che avrà trovato lavoro, ma dallo Stato, ovviamente solo in caso di esito positivo, cioè se il disoccupato firmerà un contratto di lavoro. Il governo è pronto a stanziare, per ogni lavoratore ricollocato, tra i 950 ai 2.500 euro. Nei casi più difficili, in presenza di disoccupati di età avanzata o in zone geografiche del paese particolarmente depresse, si potrà raggiungere la cifra di 6mila euro.

Da Ichino a Renzi. In realtà, l’idea non è esattamente di Matteo Renzi. Il capo del governo ha ripreso un progetto messo in cantiere dal governo Letta seguendo la proposta avanzata da Pietro Ichino, di seguire il modello olandese. Il sistema dovrà essere integrato con un sussidio di disoccupazione che viene revocato nel caso in cui il disoccupato non accetta la prima o la seconda proposta.