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Diritto di critica | September 27, 2020

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Il 25 aprile e l'ecatombe, ovvero: quella sottile ipocrisia sulla Liberazione - Diritto di critica

C’è un’ipocrisia di fondo sottesa ai festeggiamenti di questo nostro 25 aprile. Mentre infatti politici e cittadini partecipano a cerimonie e tengono discorsi sull’importanza storica e civile di questa ricorrenza – memoria di un’Italia prostrata dalla guerra – in pochi si rendono conto dell’egoismo pilatesco con cui viene vissuta e celebrata quest’anno la Liberazione.

Da un lato infatti trasmissioni, discorsi e celebrazioni ricordano gli italiani in fuga dalla guerra e la gioia dell’arrivo delle truppe alleate – giorni frutto di sangue, battaglie e molti morti. Dall’altro le cronache ci riportano l’ultima ecatombe del mare avvenuta proprio davanti alle nostre coste. I sommozzatori ancora devono scendere nell’ultimo dei relitti che si è capovolto nel Mediterraneo con il suo carico di vite, ma i morti – è quasi certo – ormai sono tra gli 800 e i 900. Migranti, uomini, donne e bambini in fuga da guerre e fame, vittime sulla via della liberazione da schiavitù e soprusi.

Eppure, mentre in Italia si festeggia il 25 aprile, il governo fa pressioni sull’Europa per trovare una soluzione condivisa proprio al “problema” dell’immigrazione, come se i flussi di disperati in fuga si potessero arginare o bloccare. L’ipotesi è quella di affondare i barconi, non di accogliere quanti chiedono solo la salvezza e una vita migliore – nessuno di loro altrimenti si sarebbe mai imbarcato in un viaggio come quello, attraverso il deserto e poi per mare. L’Italia e l’Europa dovrebbero accogliere, non affondare le navi con droni e quant’altro. Per tacer di certa retorica politica alla Salvini o dei commenti comparsi sui social alla notizia dell’ennesima strage.

Buon 25 aprile a tutti, dunque, ma con lo sguardo rivolto ai tanti che anche oggi inseguono la liberazione da guerre, fame e terrorismo. Sarebbe bello essere partigiani anche per loro.

@emilioftorsello

Comments

  1. carlenrico leale

    con queste critiche smibnuite il fatto storico derubricandolo a pettegolezzo ed infangate la memoria di chi ha lottato per difendere tutti noi, voi compresi