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Diritto di critica | September 26, 2020

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La scissione dell'atomo, ovvero: la Spinelli e la lista Tsipras - Diritto di critica

La Spinelli lascia la lista Tsipras ma si tiene il seggio europeo, da indipendente. E’ questa solo l’ennesima beffa di una lista che in Italia si è fatta notare più per certe dinamiche sempre a se stesse identiche interne alla sinistra italiana, che non per risultati elettorali, prospettiva o programma politico vincente. Mentre dopo l’uscita dal Pd, Pippo Civati spinge per creare un partito o una lista propria, in Europa ancora vivono stralci di quella che solo fino a qualche mese fa avrebbe dovuto rappresentare il nuovo corso per la sinistra italiana: la lista Tsipras, appunto.

Nell’incapacità di trovare un leader italiano, infatti, certuni nostalgici che da anni scalpitano salvo mai convincere la maggioranza degli italiani, il leader se l’erano andati a scegliere in Grecia. Al di qua del Mediterraneo, però, i giochi di potere sono sempre rimasti quelli noti: divisioni, discussioni, correntucole e gruppetti di potere. Il risultato è a tutti noto: della lista Tsipras in Italia resta ben poco, superata dai vari Grillo, Renzi e Lega. Di loro quasi non si parla ormai più, un esperimento che invece sembra sempre funzionare all’estero: in Spagna, in Grecia.

Quella della Spinelli, tra le fondatrici e principali attrici dell’avventura della lista in Italia, è solo l’ultima e incoerente spallata alle sorti ormai misere di questo soggetto politico. Prima di questa decisione, la Spinelli aveva già fatto discutere quando decise – contrariamente a quanto aveva dichiarato durante tutta la campagna elettorale – di tenere per sé l’attuale seggio di Bruxelles, bloccando la strada a Furfaro, lamentando il rischio che un suo eventuale arrivo in Europa avrebbe snaturato il progetto. Oggi le dimissioni proprio della Spinelli dalla lista collegata ad Alexis Tsipras. Che per fortuna in Grecia ha altri problemi.

@emilioftorsello