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Diritto di critica | June 24, 2019

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Il presidio alle porte di Milano per proteggere il bene confiscato alle mafie - Diritto di critica

Il Comune, Libera e la Caritas chiamano l'associazionismo e la cittadinanza responsabile per salvaguardare "La Masseria", bene confiscato al clan Valle e in attesa dell'assegnazione

Il presidio alle porte di Milano per proteggere il bene confiscato alle mafie

Era il covo degli affari del clan Valle a cavallo tra sud ovest Milanese e pavese: ora è uno dei tanti beni immobili confiscati alle mafie in carico all’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati e in attesa di essere assegnato, nonostante le insistenti richieste. E allora sono le istituzioni, le associazioni e i cittadini a muoversi a salvaguardia del bene comune.

E’ singolare il percorso del complesso denominato “La Masseria”, a Cisliano, piccolo comune della città metropolitana milanese situato nel Parco Agricolo Sud, perché nonostante la manifesta volontà del Comune di vedersi assegnata la struttura – un enorme agglomerato di dependance e giardini, con piscina, ristorante, appartamenti – e nonostante i continui danneggiamenti di cui è oggetto da diversi mesi a questa parte, tutto continua a tacere. Al punto da spingere il Comune, in collaborazione con Libera e con la cooperativa IES di Caritas, ad organizzare un presidio permanente che, giorno e notte, tuteli il bene dagli atti vandalici: il presidio partirà oggi, mercoledì 13 maggio alle ore 10.00 e chiama “l’associazionismo, i cittadini e le cittadine responsabili a mobilitarsi ed impegnarsi insieme concretamente, in un progetto di riutilizzo sociale che possa restituire al più presto il bene alla collettività”. L’intenzione è quella di presidiare le strutture fino a quando non verranno assegnate ed evitare così ulteriori danneggiamenti che, secondo le stime, finora hanno causato danni per circa 500mila euro.

“La Masseria” è stata confiscata in via definitiva il 13 ottobre 2014. Nelle settimane successive alla sentenza di confisca erano iniziati i danneggiamenti alle strutture, la rimozione degli arredi e delle cancellate e le azioni di sistematica distruzione, al punto che già il 5 dicembre il presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro aveva trasmesso la segnalazione relativa agli atti vandalici e la documentazione fotografica a opera del referente regionale di Libera in Lombardia al procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano, segnalazione nella quale si sottolineava la necessità di presidiare il bene al fine di proteggerlo.

La prima richiesta del Comune di Cisliano all’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati per l’assegnazione definitiva del bene è datata 9 dicembre: alla prima manifestazione di interesse caduta nel vuoto ha fatto seguito una seconda lettera, il 1° aprile, nella quel il Comune ribadiva all’Agenzia il suo desiderio di vedersi assegnato il bene anche in via provvisoria, così da poter scongiurare i continui atti criminali.

Alla (seconda) mancata risposta, il Comune ha deciso di muoversi e il 21 aprile ha convocato un consiglio comunale aperto, ponendo all’ordine del giorno le criticità inerenti la “Masseria”, al quale prendono parte più di duecento cittadini accanto alle realtà associative del territorio: è in quella sede che viene deliberato all’unanimità l’impegno del sindaco a proteggere il bene confiscato e a compiere ogni ulteriore sforzo per avere risposte da parte dell’Agenzia. Da qui, la volontà di avviare il presidio permanente.

Cosa che – in un territorio ad alta densità mafiosa ed elevatissimo tasso di radicamento criminale nell’economia come il sud ovest milanese, con comuni quali Trezzano sul Naviglio e Buccinasco sui quali si sono insediate famiglie mafiose fin dagli anni Cinquanta e Sessanta – intende essere un segnale forte di partecipazione civile e di responsabilità democratica.

@balduzzierica