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Diritto di critica | October 16, 2019

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Libia, Wikileaks svela i piani segreti dell'Europa - Diritto di critica

Non sarà una missione di polizia. L'intervento militare riguarderà i barconi ma anche le infrastrutture civili sul territorio libico. Con il rischio (calcolato) di qualche effetto collaterale

Libia, Wikileaks svela i piani segreti dell’Europa

Altro che missione di polizia. La Ue si preparerebbe ad una vera e propria azione militare sul terreno, in Libia. Nessuna invasione, ma azioni mirate e attacchi alle infrastrutture per bloccare il commercio di esseri umani. È quanto emerge dalle carte (che ad una prima analisi sembrerebbero autentiche) diffuse dal sito Wikileaks. Si tratta di due protocolli riservati dell’Unione europea che delineano i contorni della missione militare.

Guerra agli scafisti. L’intervento militare dovrà durare circa un anno e sarà suddiviso in tre frasi. Dovrà inoltre avere l’avallo del governo libico di Tobruk, attualmente l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale e il via libera dell’Onu, soprattutto per la terza fase delle operazioni. Uno dei documenti parla chiaramente dell’impossibilità di avere il via libera dell’Onu per la prima fase per “insufficienza di tempo”. Per questo la prima fase dovrà rispettare l’attuale contesto giuridico. L’obiettivo della missione è quello di combattere i trafficanti di esseri umani anche distruggendo le infrastrutture libiche (si presuppone porti, navi e strade) per rendere più difficile il passaggio dei migranti attraverso la Libia verso le coste siciliane. La missione militare si riterrà conclusa positivamente quando vi sarà una sostanziale diminuzione del fenomeno della migrazione.

Le regole di ingaggio. La missione dovrà prevedere regole di ingaggio chiare che contemplino anche l’uso della forza per il sequestro dei barconi o a terra di fronte a possibili “agenti ostili”, come i miliziani del Is. Questo per evitare di inviare uomini che non potrebbero reagire in modo adeguato alle minacce sul campo.

“Non è una missione umanitaria”. Il Consiglio della UE mette in conto la possibilità che gli scafisti usino i migranti come scudi umani. Per questo nei documenti viene predisposto un piano chiaro per evitare di far apparire questa missione come umanitaria. I paesi membri della Ue hanno il compito di utilizzare i mezzi di comunicazione per rendere chiari gli obiettivi della missione. Non sarà una missione umanitaria come lo è stata Mare Nostrum.

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