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Diritto di critica | March 29, 2020

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Fiumicino, il caos continua - Diritto di critica

A rischio il 20% dei voli. E tanti ritardi. Così il primo aeroporto italiano sta per collassare a causa dell'incendio scoppiato quasi un mese fa

Mascherine e caos. E puzza di bruciato. L’emergenza a Fiumicino è tutt’altro che risolta dopo l’incendio del terminal 3. Dopo quasi un mese dall’incidente, il principale aeroporto romano è al collasso.
Il problema dei pontili d’imbarco. Al momento è garantito l’80% dei voli. Gli altri vengono continuamente cancellati e le partenze subiscono ritardi anche di varie ore. Secondo fonti ufficiose dell’aeroporto, il problema principale riguarda l’impossibilità di utilizzare i pontili di imbarco, i tubi che permettono l’ingresso e l’uscita dei passeggeri da e verso il terminal senza uscire all’aperto. Così, molti voli devono essere assistiti dai bus. Un piccolo inconveniente se i bus fossero sufficienti per il servizio. Invece, la carenza di shuttle navetta, imbarcare o sbarcare diviene un’epopea.
Il problema sanitario. L’uso di alcuni pontili di imbarco non è al momento possibile a causa del sequestro il molo D per motivi sanitari, disposto dalla Procura di Civitavecchia. Infatti, risultano ancora chiusi 14 gate su 47 complessivi. La chiusura, determinata dal magistrato, serve alle verifiche sulla qualità dell’aria nell’area interessata dall’incendio. Dalla notte del disastro ad oggi, ci sono stati 180 malori e ancora oggi in alcune aree dell’aeroporto l’aria è intrisa di odore di bruciato.
Turismo a rischio. Questi lunghi tempi tecnici per la valutazione della qualità dell’aria rischia di danneggiare l’industria turistica italiana e romana. E al danno economico si aggiunge anche la beffa: i turisti stranieri – che dovrebbero aumentare del 5% quest’anno – che viaggiano da e per l’Italia si ritrovano a subire cancellazioni e ritardi paradossali. Il solito caos all’italiana. Insomma, come hanno spiegato alcuni piloti britannici: “Mamma mia! We are in Italy”.

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